Problemi della transizione 1981

La scuola di base

3. Sì al curricolo.

procedura incomprensibile per i docenti (che non ne capirebbero la filosofia innovativa) e inapplicabile nella prassi quotidiana (perché non alimentata da un ’ idea pedagogica unani memente condivisa e impugnata). Quale modello pedagogico, inteso come ‘ crocevia ’ di consenso politico e terreno di in novazione culturale, dovrebbe fungere da pie distallo d ’ appoggio ad un ’ istruzione fondata su coordinate curricolari? Quali, gli attributi formativi istituzionali strutturali da appendere sul portone di una scuola aperta alla sperimentazione curricola re? A nostro modo di vedere, il modello peda gogico complessivo in grado di accogliere un ’ /dea razionale di curricolo dovrebbe iden tificarsi concettualmente con un ’ architettura a tre navate, posta su tre pilastri cardinali: uno che definiamo formativo, uno istituzionale, uno strutturale. Il primo, deputato a tracciare i traguardi educativi della scuola di base; il secondo, la successione/estensione/modula zione dei «gradi» scolastici; il terzo, il model lo organizzativo quotidiano dei tempi/spazi/ attività didattiche della scuola. 3.2. Il modello «formativo»: per una scuola democratica antiautoritaria antidogma tica Cominciamo col primo pilastro. Quali gli attributi «formativi» della prima navata? questi: l ’ essere una scuola di base democrati ca, antiautoritaria, antidogmatica. a) Democratica è quella scuola impegnata a sciogliere un doppio nodo ‘ politico ’ e ‘ socia le ’ : quello di una scolarizzazione garantita quanto a uguaglianza delle opportunità for mative e a diritto allo studio e quello della sua apertura al territorio, quale centrale di educazione permanente (capace di assicurare alla collettività sociale occasioni plurime di informazione e riflessione culturale, di parte cipazione/gestione del servizio scolastico, di ricerca e produzione scientifica e creativa). Più analiticamente, ci sembra che un ’ archi tettura democratica della scuola debba perse guire: a.l) Finalità politiche che possiamo riassu mere nei caratteri dell ’ essere servizio pubblico (finanziato e gestito dallo Stato, programma to e coordinato dai Distretti e dai Consorzi degli Enti Locali); gratuito, tale da assicurare un effettivo «diritto» allo studio (pur preve dendosi forme di contributo da parte delle fa 89

Ma con quale scuola di base?

3.1. Quale modello pedagogico? Dunque, se la politica scolastica del nostro Paese percorrerà queste strade riformistiche seguendo fino al loro ‘ capolinea ’ i segnali di cambiamento in esse disseminati potrà indub biamente schiudere tangibili benefici ai futuri percorsi educativi della scuola di base: dotan dola di un modello «formativo», «istituziona le», «strutturale» in grado di rispondere alle ragioni sia del soggetto che apprende (le ra gioni puerocentriche) sia degli oggetti di ap prendimento (le ragioni culturocentriche). Bene. L'istanza curricolare si pone per l ’ ap punto tra i fermenti innovativi che contrap puntano gli anni ottanta e la prospettiva pe dagogica di ricomporre/unificare — in un nuovo modello di scuola di base — il com plesso mosaico dell ’ architettura scolastica: i suoi obiettivi formativi, l ’ articolazione/esten sione dei sui «gradi» interni, Vorganizzazione temporale e didattica quotidiana. Di più. Il curricolo può positivamente fun gere da anello di raccordo, da ponte/cerniera di collegamento e saldatura tra i molteplici «pezzi» del mosaico/scuola, dell ’ arcipelago scolastico. Un ponte/arcata di congiunzione e interazione tra i due antichi e spesso antino mia versanti educativi della socializzazione e dell ’ apprendimento. Giunti sulle piste del curricolo, ci sembra preliminare ad ogni suo ritratto «teorico» e «metodologico» ritagliare concettualmente un modello pedagogico capace di assicurare il massimo respiro al percorso educativo, a co minciare dal sentiero cognitivo. Occorre preliminarmente interrogarci e chiederci — in altre parole — con quale scuo la di base noi intendiamo avviare la macchina curricolare. Questo perché quand ’ anche il progetto cur ricolare si presentasse (sulla carta) scientifica- mente fondato, culturalmente produttivo, psi cologicamente adeguato alla sua utenza, do vendo sopportare il peso di un ’ architettura scolastica non idonea a recepirlo e incapace di attuare gli elementi di cambiamento da que sto introdotti, un curricolo di tal fatta non potrebbe tramutarsi in un efficace strumento di innovazione dell ’ istruzione, non sarebbe in grado di fruttificare una nuova qualità dell ’ istruzione. Al contrario, si presenterebbe come una

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