Problemi della transizione 1981

La scuola di base

ateliers, etc.) e dal territorio a lei adiacente (botteghe socioculturali: biblioteche, musei, pinacoteche, centri ludico/sportivi, etc.). Il modello a tempo lungo assumerà poi conno tati peculiari, come vedremo, nei due cicli del secondo modulo: il secondo biennio dell ’ ele mentare e la scuola media. Osserviamo più da vicino la modellistica del full time nei due moduli scolastici della scuola di base. a) Primo modulo. Tanto nella scuola ma terna (dove è già generalizzato) che nel primo biennio deH ’ elementare il modello del tempo pieno dovrebbe riprodurre la formula dei due docenti per ogni selezione/classe, nella quale si consuma la maggior parte delle esperienze didattiche d ’ approccio agli strumenti di base della comunicazione, conoscenza, espressio ne. Tanto le unità didattiche (segmenti multi disciplinari dei vari raggruppamenti di mate rie) quanto i progetti di ricerca (temi di ap profondimento/ rielaborazione/ricostruzio ne/reinvenzione dell ’ istruzione codificata) confluiscono nel comune baricentro di riferi mento della sezione/classe , più idonea didatti camente a fornire le «grammatiche» dell ’ istru zione materiale, le prime competenze di deco difica (lettura) e di codifica (scrittura). b) Secondo modulo. La modellistica del tempo pieno ritaglia, nel secondo quinquen nio della scuola di base, la formula della scuola a tempo lungo, inteso come modello organizzativo e didattico con maggiori spazi di flessibilità, modularità, opzionalità: decli nato largamente sulle opportunità formative offerte dal dentro/scuola (aule specializzate, ateliers, laboratori, etc.) e dal fuori/scuola (servizi socioculturali di territorio). Il modello a «tempo lungo» perde molti dei coefficienti istituzionali di un «tempo pieno» consumato prevalentemente tra le pareti del l ’ aula/classe e offre, con la soluzione più «aperta» (sperimentabile nella scuola media), la facoltà all ’ allievo di autogestirsi parte del monte/ore scolastico, soprattutto per l ’ area didattica ‘ opzionale ’ ed ‘ elettiva ’ che trova nei territori extrascolastici le sedi più stimolanti per lavori di approfondimento personale e/o di gruppo. Il modello a tempo lungo scontorna due profili all ’ interno del secondo modulo curri- colare. Due formule didattiche: definite «sco lastica» per il secondo biennio dell ’ elementare ed «extrascolastica» per la scuola media. Quali gli attributi metodologici di questa articolazione ‘ interna ’ del modello a tempo

lungo? b.l) Il modello a tempo lungo «scolastico» funge da ponte tra il tempo pieno classico, del primo modulo curricolare, e la formula più aperta di tempo lungo, che troverà sede nell ’ ultimo segmento di questo quinquennio (nella scuola media). Definiamo scolastico quel tempo lungo che viene tanto «program mato» che «gestito» dalla scuola (dal collegio dei docenti del plesso e dal team dei docenti dell ’ unità scolastica). Questo tratto ‘ ultimo ’ dell ’ elementare — proprio perché articolato per unità scolastiche (condotte da gruppi di docenti ‘ specializzati ’ che si alternano e ruotano nello svolgimento delle unità didattiche e nei progetti di ricerca delle varie aree disciplinari) — trova il cam mino facilitato nell ’ operazione di superamen to istituzionale della sezione/classe e nella sperimentazione — alternativa — di un ’ orga nizzazione didattica più elastica e modulare. In questa direzione, l ’ « aula /classe» va con vertita possibilmente in aula specializzata, le aule di «risulta» in ateliers e laboratori, i ser vizi «territoriali» esterni (biblioteche, musei, pinacoteche, medioteche, etc.) in aule didatti che decentrate. Quali allora i contrassegni pedagogici di un tempo lungo di marca scolastica? Questi', il modello di full time è determinato sulla base delle opportunità didattiche offerte dal den- tro/scuola e dal fuori/scuola. La scuola pro getta e gestisce una «programmazione» didat tica che non ha più il baricentro nella sezio ne/classe (necessaria, peraltro, nel primo mo dulo curricolare), ma utilizza l ’ intero venta glio di spazi, strutture, opportunità interne ed esterne alla scuola. Attraverso queste conduce processi cognitivi sia per unità didattiche (trasmissioni/rielaborazioni dei contenuti cul turali legittimati dalla tradizione), sia per pro getti di ricerca (ricostruzione/ritrascrizione del sapere codificato e produzione di nuove sintesi culturali). Le prime, nelle aule specia lizzate attraverso lezioni frontali, lavoro a streaming (per gruppi di livello), forme di team teaching (insegnamento svolto conte stualmente da più docenti). I progetti di ricer ca, nei laboratori/ateliers, nei servizi socio culturali di territorio con l ’ assistenza dei do centi ‘ esperti ’ nei settori di approfondimento e di ricerca dei gruppi (non più di livello, ma eterogenei, misti). L ’ ultimo attributo di questa prima versione del tempo lungo va riferito al monte/ore. Questo rimane istituzionalmente analogo a

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