Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

pre più tecnicamente avanzati e il rilancio della corsa agli ar mamenti fanno aumentare pericolosamente il rischio che ci si avvicini al momento in cui il «filo della storia» sarà reciso. Di fronte a questo rischio, a una percezione più diretta e imme diata di esso, si sta risvegliando la coscienza di molte popola zioni, si formano, almeno in Occidente, soprattutto fra i gio vani, larghi movimenti di opposizione, prendono posizione le Chiese, alcuni gruppi politici e molti gruppi qualificati di scienziati. Ad essi, alla loro forza e generosità è affidata la speranza di arrestare la caduta lungo la china che porta l ’ uma nità verso l ’ autodistruzione. Tre tipi di considerazioni, basate su una conoscenza di massima della situazione e su un generico umano buonsenso, sono alla base dell ’ opposizione che, con maggiore o minore vigore, è stata condotta alle armi nucleari, dal 1945 ad oggi: gli effetti immediati (il rischio di genocidio) e quelli a lungo termine (radioattività e ricadute radioattive) di una guerra nu cleare e inoltre l ’ enorme spreco di risorse dovuto alle spese mondiali per gli armamenti. 1. Il rischio di genocidio. L ’ orrore suscitato dall ’ enorme potenza degli ordigni nucleari è pienamente giustificato. Essi, anche quando sono affidati a vettori molto precisi, come gli odierni SS-20, i Minuteman III o i futuri Cruise, MX, Tri- dent II, anche quando assumono le dimensioni ridotte di bom be tattiche, restano armi di distruzioni di massa. Qualche nu mero può servire come riferimento, per valutare quella che Whinston Churchill, dopo Hiroshima, chiamò «la Seconda manifestazione della collera di Dio». Poco più di una decina di chilogrammi di esplosivo chimico tradizionale sono bastati al terrorismo nero per uccidere, alla stazione di Bologna, qua si un centinaio di persone; una grossa bomba nella seconda Guerra Mondiale conteneva esplosivo equivalente a una ton nellata di tritolo (TNT); nei massimi bombardamenti terrori stici alla fine della Seconda Guerra Mondiale vennero sgancia te sulle città tedesche e giapponesi quantità di esplosivo dell ’ ordine di mille tonnellate di tritolo, ossia, come si dice og gi, di un chiloton: a Tokyo, ad esempio, nell ’ incursione aerea del 9-10 marzo 1945 1.700 tonnellate di esplosivo causarono oltre 80.000 morti 4 . Un chiloton è appunto equivalente a una piccola bomba nucleare, come quelle tattiche a fissione o co me la bomba N; in quest ’ ultima, come si sa, la potenza esplo siva è ridotta probabilmente al 20%, perché buona parte del l ’ energia viene liberata come radiazione neutronica. La bomba A di Hiroshima, basata sulla fissione dell ’ Uranio 235, aveva una potenza esplosiva circa dieci volte superiore all ’ intero bombardamento di Tokyo e causò un numero di vittime con frontabile. Oggi molti missili sono forniti di una o più testate

L ’ opposizione tradizio nale agli armamenti nucleari

4 P.M.S. B lackett , Conseguenze politiche e militari dell ’ energia atomi ca, Einaudi, Torino 1950.

108

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker