Problemi della transizione 1981

La corsa agli armamenti

nucleari di tipo H di potenza dieci volte superiore a quella di Hiroshima; il grosso missile americano Titan II, ora tecnica- mente superato, ha una sola testata da 9.000 chiloton (9 mega ton), cioè equivale a 700 bombe di Hiroshima. La più grossa bomba H, sperimentata dall ’ URSS nel 1958, è 4.000 volte più potente di quella di Hiroshima. La strategia delle grandi po tenze spinge oggi verso la sostituzione di ordigni più potenti con altri meno potenti, portati da missili più precisi (Minute- man Il al posto dei Titan, SS-20 al posto degli SS-4 e 5: siamo comunque a potenze esplosive dieci volte superiori a quelle delle prime bombe A), ma, come vedremo, ciò aumenta il ri schio di guerra nucleare. Oltre alla potenza delle armi nucleari, allarma, giustamen te, l ’ enorme quantità di ordigni accumulati negli arsenali delle grandi potenze. L ’ ONU valuta che la potenza complessiva di tutti gli esplosivi nucleari esistenti equivalga a quella di tre tonnellate di tritolo per ognuno degli abitanti della terra (qua si quattro miliardi di persone): è quella che si chiama «over- kill capacity». Nonostante ciò, assistiamo oggi a un rilancio della corsa agli armamenti. È recente la notizia che gli Stati Uniti, per far fronte all ’ espansione del loro programma nu cleare, stanno trattando con la Gran Bretagna per acquistare il plutonio ottenuto dal combustibile spento dei reattori elet tronucleari di potenza 5 . Di fronte alla tragica imponenza di tanti mostruosi ordi gni, tornano alla mente la parole di Robert Oppenheimer, do po il lampo della prima esplosione nucleare della storia (Nuo vo Messico, 16 luglio 1945) 6 7 : «Allora mi affiorò alla mente un versetto del Bhagavad-Gita “ Io sono diventato la morte, il distruttore di mondi ” ... Capimmo che il mondo non sarebbe stato mai più lo stesso». 2. I danni a lungo termine causati dalla radioattività e dalle ricadute radioattive. È noto che la radioattività provoca danni biologici secondo vari meccanismi d ’ azione 7,8 : grandi dosi provocano la morte immediata o in pochi giorni; piccole dosi provocano cancro, leucemia e alterazioni genetiche che, in una certa misura, si trasmettono alla progenie. Una guerra nucleare renderebbe inabitabili o insicure per decine di anni enormi distese di territorio dei paesi coinvolti a causa della radioattività provocata dalla fissione del Plutonio e dell ’ Uranio (bombe di tipo A e superbombe a fissione-fusio ne-fissione) e, in misura minore, dalla fusione di Deuterio e Trizio (bombe di tipo H). Il fatto che la bomba N, una «pic cola» bomba di tipo H nella quale è ridotto al minimo il con tributo dell ’ innesco a fissione, ammazzi molte persone subito e poche nei tempi successivi all ’ esplosione è di scarso confor to, anche perché nessuno crede che un conflitto nucleare, an che il più limitato, possa ridursi al solo impiego di bombe N. Si pensi che una sola bomba H da 1.000 kiloton, del tipo di 5 J. R edfeam , Plutonium deal, «Na ture», 22 ottobre 1981, Taylor & Francis Ltd., London 1981. lano 1961; A. P irie , Il pulviscolo ra dioattivo, Feltrinelli, Milano. 8 P.M.S. B lackett , Le armi atomi che e i rapporti fra Est e Ovest, Ei naudi, Torino 1961. 6 N. P. D avis , Lawrence e Oppen heimer, Garzanti, Milano 1970. 7 J. F owler , Fallout, Bompiani, Mi

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