Problemi della transizione 1981

La corsa agli armamenti

Un discorso simile si può fare per una reazione più rapida, esplosiva, come quella che porta alla trasformazione del tritolo (TNT) in molecole più semplici; anch ’ essa ha bisogno di un in nesco, di un opportuno detonatore. Allora nella detonazione del tritolo si libera un ’ energia che si manifesta come onda d ’ ur to, calore, energia cinetica delle schegge, se l ’ esplosivo è conte nuto in un involucro di metallo. Nell ’ esplosione (o nella com bustione) di una tonnellata di materia si ha una perdita di mas sa (e di peso) dell ’ ordine di un decimo di milligrammo, in ac cordo con la relazione fra massa ed energia trovata da Einstein nel 1905. Nel caso delle reazioni nucleari le trasformazioni non ri guardano le molecole e gli atomi, come nelle reazioni chimi che, ma la parte più interna, piccola e pesante, degli atomi, cioè i nuclei. Si può ottenere energia nucleare da due tipi di processo, dalla rottura {fissione) di certi nuclei pesanti come l ’ Uranio 235, l ’ Uranio 238 e il Plutonio 239 (i numeri stanno a indicare il peso del nucleo) o dalla unione {fusione) di certi nu clei leggeri, come l ’ idrogeno pesante (Deuterio). Sul primo pro cesso si basano le bombe A, sul secondo (e in parte anche sul primo) le bombe H. La fissione fu ottenuta in laboratorio per la prima volta a Roma dal gruppo di Fermi, che però non ne diede la corretta interpretazione, e in seguito (1938) dai tedé schi Otto Hahn e F. Strassmann e fu interpretato da Otto Frisch e Lise Meitner (1939). La fusione nucleare è il processo che avviene all ’ interno del sole e della maggior parte delle stelle; grazie ad esso la terra ri ceve la luce e il calore necessari allo sviluppo della vita biologi ca. L ’ interpretazione del meccanismo attraverso il quale sole e stelle emettono energia (luce e calore) in grande quantità e per tempi molto lunghi (il sole è acceso da quasi cinque miliardi di anni e non dà segni di esaurimento) fu data già nel 1927 da Fritz Houtermans e R. Atkinsons. Si racconta 12 che, dopo aver fatto la sua scoperta, Houtermans passeggiasse, la sera, con una graziosa ragazza. «Quante belle stelle brillano in cielo» disse la ragazza. «È vero — rispose il fisico — e da ieri so an che il perché». Nella rottura dei nuclei pesanti si formano coppie di nuclei più leggeri che però non sono stabili, cioè si trasformano a lo ro volta in altri nuclei, emettendo particelle (elettroni e raggi gamma): i nuclei figli della fissione sono cioè radioattivi. Una parte delle trasformazioni si esaurisce in tempi brevi e ad esse si deve parte della radioattività emessa negli istanti immediata mente successivi all ’ esplosione. Altri nuclei figli, ad esempio il Cesio 137 e lo Stronzio 90, si esauriscono più lentamente; do po una trentina d ’ anni l ’ intensità di radiazioni è solo dimezza ta: alla loro presenza si deve il fatto che, anche molti anni do po un ’ esplosione nucleare a fissione, ampie zone del territorio rimangono pericolose per gli esseri viventi. Anche per ottenere le esplosioni nucleari occorre un inne sco. Nella fissione dei nuclei pesanti esso è fornito dai neutro ni, particelle neutre che penetrano facilmente nei nuclei di Ura nio e di Plutonio e li rendono instabili, provocandone la rottu

fects of Radiation on Man, «Atom», agosto 1981, p. 198. 12 R. J ungk , Gli apprendisti strego ni, Einaudi, Torino 1958.

Ili

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