Problemi della transizione 1981
La corsa agli armamenti
l ’ ignoranza, dove mezzo miliardo di esseri umani è gravemen te sottoalimentato e decine di milioni di persone muoiono di fame, questo folle sperpero di risorse indigna e offende. Si pensi che il prezzo di un sottomarino Trident, o del suo ana logo sovietico, equivale alla spesa per mandare a scuola per un intero anno 16 milioni di bambini dei paesi in via di svi luppo. Ma anziché aiutare i paesi del Terzo Mondo, i paesi industrialmente sviluppati li sfruttano in modo nuovo venden do armi costose, perfezionate e micidiali per decine di miliardi di dollari all ’ anno 14 : in testa sono gli Stati Uniti con una quo ta d ’ esportazione del 43,3%, segue l ’ URSS con il 27, 4%, ter za la Francia con il 10,8% e quarta proprio l ’ Italia con circa il 4%, per un valore di oltre due miliardi di dollari all ’ anno. In questa situazione torna alla memoria Monsieur Ver- doux, il personaggio di Chaplin. Al suo processo, accusato di aver assassinato una dozzina di mogli (siamo nel 1937 alla vi gilia della guerra), Verdoux osserva freddamente: «In tutto il mondo si fabbricano ordigni sempre più perfetti per la distru zione in massa della gente»; e in seguito, in cella, al secondino che gli dice: «Il delitto non rende» risponde con gentilezza: «Non quello al dettaglio». 4. Il rischio per l ’ Europa. Accanto a queste prime tre va lutazioni classiche, una quarta s ’ è fatta strada gradualmente in questi ultimi anni, almeno fra le popolazioni dell ’ Europa Oc cidentale: il rischio che il loro territorio sia destinato ad essere il teatro di una guerra nucleare, limitata sì, ma orribilmente distruttiva. Hanno spinto e spingono in questo senso le pres sioni americane per installare le bombe N in Europa, già dal tempo deH ’ Amministrazione Carter, la sostituzione, attuata dai sovietici, dei vecchi SS-4 e SS-5 con gli SS-20, mobili, pre cisi e a lunga gittata (rispettivamente 2.000, 3.750 e 4.000 chilometri), e infine la decisione americana e di alcuni paesi NATO di installare, a partire dal 1983, i nuovi precisissimi Pershing II (gittata massima 1.600 chilometri) e i Cruise con base al suolo, capaci di sfuggire ai radar (2.500 chilometri). Il generale Haig già molti mesi fa ha dichiarato al Senato del suo Paese che è vantaggioso allontanare il rischio di una guerra nucleare dai confini degli Stati Uniti. E dunque com prensibile che incominci a farsi strada la sensazione che, alme no in questo caso, gli interessi europei non coincidano con quelli americani. Le considerazioni qui brevemente esposte sono giuste, ma non spiegano perché, come segnala anche «Thè Bulletin of Atomic Scientists» 15 , oggi sta aumentando il rischio di una guerra nucleare. Conviene allora addentrarsi nell ’ evoluzione delle strategie militari, nello sviluppo delle nuove tecniche e dei nuovi sistemi d ’ arma, in modo da disporre di strumenti aggiornati per una valutazione corretta.
14 World Armaments and Disarma- ment, SIPRI Yearbook 1981, Taylor & Francis Ltd., London 1981. 15 B.T. F eld , Thè hartds move clo- ser to midnight, «Bull. Atomic Sci.», gennaio 1980, p. 1.
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