Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
visione sottilmente pessimistica dell ’ uomo, che comporta la ri nuncia ai valori della tradizione liberale e conclude teorizzan do l ’ incompatibilità di governabilità e democrazia, di efficien za e di partecipazione. 3. Non posso approfondire qui questi aspetti. Certo però da essi, da una coscienza più chiara del rapporto tra evoluzio ne concreta della situazione italiana e confronto culturale, emerge l ’ interrogativo che abbiamo di fronte. E possibile una risposta democratica alla crisi delle società complesse oppure questa complessità obbliga al ricorso inevi tabile ad una tecnica formulata e messa in opera a debita di stanza dai bisogni dei cittadini? La risposta neo-corporativa e tecnocratica è oggi concreta mente collegata con politiche economiche di stampo più o me no marcatamente neo-liberistico, con l ’ attacco al sistema di si curezza sociale. Essa non può cioè non tradursi in un depo tenziamento delle domande sociali più nuove, in un restringi mento dell ’ area dei bisogni che trovano risposte in una elusio- ne delle istanze più autentiche ed innovatrici del neoliberali smo. La sua forza consiste nel presentarsi come una risposta ef ficiente, nella quale convergono all ’ apparenza spontaneamen te i processi reali e la capacità di rendere efficace il processo decisionale, di rispondere al bisogno diffuso di decisione. La risposta democratica ha bisogno quindi di raccogliere la sfida dell ’ efficienza, di dimostrarsi in grado di guidare la so cietà, di coniugare obiettivi di trasformazione, nuovi contenu ti di governo e capacità di innovazione politica, di rinnova mento dei partiti, del loro rapporto con la società. 4. Nella situazione italiana, i processi che hanno eviden ziato il sorgere di una «nuova questione sociale» si sono svi luppati mentre il movimento operaio era nel pieno di uno sforzo teso ad affermare una ipotesi di governo dello sviluppo incentrato sulla programmazione e sulla riforma dello Stato ed alla cui radice stavano rapporti di forza nuovi dovuti alle lotte sociali e ad una nuova soggettività operaia. Senza appesantire questo articolo con un ’ analisi articolata dei processi degli ultimi dieci anni, basta forse dire che a quel lo sforzo mancò una adeguata coscienza della crucialità dei processi di riproduzione sociale, che prevalse una visione sem plificata del rapporto tra economia e politica, che dominò di fatto una visione per un verso economicistica per altro verso statalistica della programmazione. A metà degli anni ’ 70 questo processo si è incontrato con una vera e propria soluzione di continuità nella storia cultura le del paese. La crisi economica, la fine del mito della espan sione ininterrotta debordava in crisi culturale, di valori; salta va il tipo di continuità tra privato e pubblico che lo Stato so ciale aveva precariamente assicurato; emergeva l ’ enorme dila tazione della sfera pubblica e, assieme, la sua crisi come me diazione fra Stato e società. L ’ esaltazione della dimensione privata è stata anche rea zione alla crisi del privato, alla politicizzazione integrale della società, degli ambiti di vita. I processi che si sono sviluppati hanno visto l ’ emergere di
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