Problemi della transizione 1981
La «Carta dei Diritti»
riforma del codice di procedura penale. Questi alcuni esempi. In ogni caso la «Carta dei diritti» va vista come un processo che si deve realizzare attraverso un complesso di provvedi menti di vario ordine e di politiche di settore. Vorrei proporre alcuni esempi. In primo luogo ci pare necessaria l ’ elaborazione di una se rie di provvedimenti di legge che sia specificamente rivolta ad offrire riconoscimento politico alle associazioni, ad ampliare la sfera dei diritti tutelati. Credo che la questione del difensore civico vada posta in questo ambito. Ritengo che il difensore civico vada istituito, ma rispetto alle proposte di legge presentate da diversi gruppi consigliati regionali, lo vedo più strettamente collegato all ’ esercizio di concreti diritti senza per questo misconoscere l ’ autonomia delle garanzie dei diritti del cittadino nei confron ti dell ’ amministrazione. Una rete regionale di difensori civici deve essere collegata a istanze di difesa di diritti concreti quali ad esempio i diritti del malato e del consumatore, la difesa dell ’ equilibrio ambien tale. Si tratta quindi di collegare tra loro diversi provvedimenti legislativi, già presentati o in corso di elaborazione. Un diverso ordine di problemi si pongono per quanto ri guarda il rapporto tra politiche regionali e volontariato, com prendendo in tale accezione non solo il volontariato per l ’ assi stenza ma anche l ’ associazionismo per la produzione civile, la cultura, lo sport. E qui aperto il problema se non sia necessario andare a provvedimenti di legge che consentano di separare il ricono scimento politico e gli interventi per quanto attiene alle condi zioni concrete che consentano al volontariato di esistere dalla definizione della collaborazione tra istituzioni e volontariato nella realizzazione di politiche di settore. Un progetto di legge della DC unifica i due momenti con orientamenti spesso di scutibili ma che crediamo vadano valutati con attenzione. La direzione che credo vada seguita è più direttamente collegata a leggi di settore. È giusto d ’ altra parte discutere se debba essere affidato a queste leggi il concorso della Regione ed assicurare le condi zioni materiali di esistenza al volontariato o se non si debba andare ad una sorta di provvedimento-quadro. È un problema che si pone, assieme ad una valutazione delle esperienze che già sono concretamente operanti. Mi rife risco alle guardie ecologiche volontarie, ai piani per i giovani adottati dagli Enti locali ai laboratori ecologici quale quello di Bologna. In particolare mi pare che vadano estese le esperien ze di centri di documentazione per il movimento femminile ed i comitati anziani quale quello che esiste a Parma. 13. Un altro ordine di questioni riguarda l ’ operatività del le istituzioni e una tematica cruciale è quella che si riferisce ai consigli di circoscrizione. Si è qui probabilmente chiusa una stagione nella quale i consigli di quartiere nella nostra regione sono stati emblemati ci di una partecipazione tesa all ’ ampliamento della sfera istitu zionale e del suo grado di rappresentatività. Questo modello
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