Problemi della transizione 1981

Oltre la «terza Italia»

luppo di attività manifatturiere. Si pensi che, da un ’ indagine relativa al 1977, risulta localizzato nella regione molisana ap pena l ’ l% degli addetti industriali del Sud, in Basilicata il 2% e in Calabria il 3%; ovvero in tre regioni, che rappresentano alla stessa data il 15% della popolazione dell ’ intero Mezzo giorno, è localizzata una quota di occupazione industriale pari al 6% del totale 18 . Pur tuttavia risulta opportuno rivedere il quadro territo riale dello sviluppo meridionale tenendo conto dell ’ emergere di queste forme di «nuova industrializzazione», non trascu randone però la limitata estensione e la collocazione geografi ca: elementi questi, che rafforzano l ’ impressione di un proces so di progressiva integrazione delle aree territoriali che ne so no interessate con le forme e i modi di crescita delle regioni centrali del paese 19 . Sull ’ evoluzione dell ’ economia meridionale nella seconda metà degli anni ’ 70 ha avuto altresì una certa influenza il ral lentamento subito dalle politiche di intervento straordinario, determinatosi a partire dalla legge di rifinanziamento e ri strutturazione dei compiti attribuiti alla Cassa. Pur non volen doci qui soffermare sull ’ analisi delle modificazioni intervenute nei compiti di tale istituto e sullo scarsamente realizzato tra sferimento di alcune importanti funzioni alle amministrazioni regionali 20 , vale la pena sottolineare che gli esiti di tali trasfor mazioni si sono concretizzati in una concentrazione dell ’ attivi tà della Cassa anche nei suoi compiti residui (sviluppo indu striale e progetti speciali), in minori impegni assunti e minore capacità di spesa, indotta da difficoltà politiche e sclerosi pro cedurale. Al contrario, di una certa consistenza è stato il flus so di denaro pubblico verso l ’ agricoltura meridionale. Questo fenomeno ha contribuito in misura considerevole a far cresce re la quota degli investimenti complessivi in agricoltura sul to tale di quelli realizzati al Sud a partire dal 1974. La quantità e la qualità di tali investimenti ne configurano, da un lato, un ruolo compensativo rispetto alla contrazione di quelli indu striali, dall ’ altro però, uno scarso contributo al superamento dell ’ arretratezza complessiva dell ’ agricoltura del Mezzogior no, se si tien conto che essi mostrano una composizione dia metralmente opposta a quella delle regioni del Centro-Nord (una crescente quota per opere di bonifica, un ristagno di quella relativa alla meccanizzazione, una diminuzione nel campo dei miglioramenti fondiari, il disinvestimento nel capi tale bestiame) 21 . Tenendo conto di ciò, non si può escludere che, anche nel 18 Cfr. C edan , Di chi è l ’ industria..., cit.

ampio dibattito in sede politica, e a cui recentemente ha dedicato molto spazio la rivista «Democrazia e dirit to», nn. 2-3-4, 1980. Si veda in parti colare l ’ intervento di M. D ’ A ntonio , Il programma quinquennale per il Mezzogiorno e le politiche economi che nazionali. 21 Cfr. G. F abiani , L ’ agricoltura meridionale: problemi produttivi e strutturali, in «Democrazia e dirit to», cit.

19 II riflesso di questi nuovi fenomeni nel panorama industriale del Mezzo giorno può essere colto dal fatto che nella seconda metà degli anni ’ 70, si registra «... una ripresa dei settori in dustriali tradizionali ed una più con tenuta tendenza allo sviluppo dei set tori che nel decennio precedente ave vano mostrato i segni dell ’ accresci mento più consistente». Ibidem, p. 17. 20 Sono, questi, temi al centro di un

143

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker