Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

so cui sono diretti. Pur se l ’ inevitabile schematizzazione corre il rischio di appiattire realtà al cui interno esistono sfumature e contrasti di rilievo, si può dire che in aree connotate da un elevato grado di sviluppo di attività produttive e da elevati redditi familiari, acquista maggior peso l ’ aspetto previdenziale vero e proprio, di consolidamento e di rafforzamento di una struttura sociale in qualche modo rispondente alle esigenze del sistema produttivo: in questo caso, la crescita di forme sempre più evolute di assistenza, di servizi previdenziali, può configu rarsi come uno dei motori dello sviluppo di un sistema econo mico teso ed elastico, in grado di sfruttare la maggiore flessi bilità dell ’ offerta di lavoro, agevolata da tutta una serie di condizioni (struttura e articolazione territoriale dei processi produttivi, integrazione intersettoriale e orizzontale delle atti vità, particolari condizioni dell ’ insediamento, trasporti, ecc.) con le quali interagisce l ’ azione del ivelfare. In questi ambiti territoriali, quindi i flussi di spesa pubblica ed in particolare i trasferimenti, contribuiscono sia a rafforzare l ’ attribuzione al la famiglia di oneri relativi alla riproduzione della forza-lavo ro (la famiglia come «unità produttiva di servizi»), sia a deter minare le opportunità per una domanda proveniente da setto ri concorrenziali (in cui alta è la componente di alcatorietà do vuta alla esposizione alle variazioni congiunturali) di disporre di un ’ offerta di lavoro adattabile alle discontinuità e ai cambi di ritmo dei processi produttivi 27 . Diverso sarà il caso della aree più deboli, depauperate nel loro patrimonio antropico e gravemente indebolite nella loro struttura produttiva: qui assumerà maggior peso l ’ aspetto as sistenziale con finalità di controllo e consenso sociali, che ten derà ad approfondire distorsioni e a precludere prospettive di sviluppo e di riequilibrio 28 . A questo proposito appare di estremo vigore il caso delle zone di esodo, del Mezzogiorno in particolare. In queste aree le politiche assistenziali si configurano come una parziale compensazione del vuoto di risorse prodotte localmente, come uno strumento di ricostituzione di una base di consumo e di risparmio — anche se, sovente, a livelli di sussistenza — per la popolazione locale. Il trasferimento pubblico tende poi a dive nire tanto più importante quanto più si è in presenza di un progressivo restringimento delle «aree produttive all ’ estero», ovvero dei flussi di rimesse degli emigrati, così come sta avve nendo nel periodo più recente. In questi casi il sussidio si arti cola in forme composte, strettamente connesse al permanere di figure sociali la cui appartenenza a settori di attività quali

nola , Ruolo e tendenze della spesa pubblica nello sviluppo economico italiano. 27 V. Capecchi ha recentemente ana lizzato la «propensione ad offrirsi» da parte della forza lavoro in una re gione come l ’ Emilia-Romagna a se conda dei segmenti del mercato del lavoro individuabili nella regione, ar rivando a concludere che, mentre per i lavori tutelati sindacalmente ma de qualificanti (per lo più agricoli e in dustriali) o ad elevata nocività l ’ offer ta è assai limitata, molto più estesa è

nei confronti di attività, anche se non tutelate, come lavoro a domicilio, saltuario, stagionale, ecc. Cfr. V. C apecchi , Sviluppo economico emi liano ..., cit., p. 26. 28 Cfr. M. A. C appiello , Aspetti del sistema previdenziale italiano e distri buzione territoriale delle pensioni INPS di invalidità e di vecchiaia, in L ’ economia italiana tra sviluppo. . cit., pp. 164-183.

146

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker