Problemi della transizione 1981

L ’ urbanistica in Cina

campo, in cui cioè un futuro di equilibrio fra campagna e cit tà, fra agricoltura e industria, fra mano d ’ opera e investimen ti, è ancora possibile. Sembra perfino che questa linea di equi librio fra le grandi contraddizioni economiche rappresenti un elemento costante attraverso le pur radicali sterzate della poli tica cinese negli ultimi trenta anni. Questa costante ha avuto di volta in volta giustificazioni altamente ideologiche o totalmente pragmatiche, ma è sempre rimasta in evidenza: le manifestazioni pratiche di questa poli tica di equilibrio sono state fortemente contrastanti, ma l ’ obiettivo appariva comune. La spinta verso le campagne condotta con metodi coercitivi durante la Rivoluzione Cultu rale, ha in fondo lo stesso segno della attuale diffusione degli appezzamenti agricoli individuali: in entrambi i casi, seppure con mezzi antitetici, l ’ obiettivo perseguito è quello di riequili brare la campagna con la città. Senza pretendere di spiegarne le cause, bisogna ricordare che questa politica di equilibrio è certamente influenzata dalla necessità di far fronte alla situazione oggettiva: la popolazione cinese, che ormai ha toccato il miliardo di abitanti, vive infatti per l ’ 80% nelle campagne e la stessa popolazione classificata come urbana risiede spesso in centri di modeste dimensioni strettamente legati all ’ agricoltura. Un simile stato di cose po trà anche cambiare in futuro, ma se dovesse cambiare troppo rapidamente, la trasformazione avrebbe effetti catastrofici: il guaio è che la stessa gestione dell ’ equilibrio esistente risulta assai difficile, proprio a causa dei radicali cambiamenti politi ci degli ultimi trenta anni. Sembra questa un ’ affermazione paradossale a prima vista: lo è meno se si riflette sul fatto che — per fare un esempio em blematico — la produzione di cereali è certamente aumentata dopo la liberazione, ma ne è specialmente cambiata la distri buzione, che oggi garantisce una sufficiente alimentazione ad ogni cinese, per la prima volta nella storia. Il mantenimento delle nuove conquiste sociali rappresenta quindi un vincolo ul teriore — e non certo di poco peso — al raggiungimento del l ’ equilibrio fra campagna e città. E infatti indubbio che lo svi luppo degli orti individuali nelle comuni agricole ha migliora to le condizioni economiche dei contadini e arricchito il rifor nimento alimentare delle zone urbane: ciò ha però ridotto l ’ entità della mano d ’ opera disponibile per i grandi lavori di regimazione idrica e forse ha perfino assottigliato i margini dell ’ indispensabile manutenzione territoriale. A sottolineare la nuova contraddizione ci si è messa anche la natura: nella prima metà di luglio il Sichuan occidentale è stato colpito dalla più forte ondata di pioggia degli ultimi trenta anni e le inondazioni hanno prodotto enormi danni ai raccolti del riso. Il fatto è che la situazione idraulica della Ci na, già scomoda per natura — fiumi ricchi di acque che scor rono per migliaia di chilometri al livello delle pianure circo stanti e talvolta sopra quel livello — è stata resa ancor più complessa dal millenario intervento dell ’ uomo sul regime idrico. In Cina oltre la metà della superficie coltivata è irrigata di rettamente, mentre le colline sono spesso ridotte ad un merlet to di terrazzamenti, dove il più delle volte si coltiva il riso: nel

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