Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

VI secolo i cinesi hanno costruito un gigantesco canale navi gabile, lungo 2000 chilometri, che parte da Hangzhou a sud di Shanghai e arriva al nord fino Beijing 2 e che oggi fa con correnza ai moderni sistemi di navigazione interna nordameri cani o centroeuropei. L ’ Huang he, il secondo fiume della Cina 3 , di fronte al quale il Po diventa un rigagnolo, ha spesso deviato verso sud nel corso dei secoli formando laghi e paludi gigantesche, finché non è stato definitivamente risospinto a sboccare nel golfo di Bohai, ben 500 chilometri più a nord del suo recapito alternativo. Questo delicatissimo regime idrico artificiale è però so pravvissuto per secoli soltanto grazie al lavoro obbligatorio di massa fornito dai contadini cinesi. Sostituire questo lavoro umano con grandi opere e trasformazioni idrauliche che ri chiedono colossali investimenti, non può certo essere fatto in quattro e quattr ’ otto: anche in questo caso la contraddizione fra lavoro e investimenti obbliga alla ricerca di un difficile equilibrio, ma è chiaro che in questo campo la gradualità comporterà considerevoli prezzi sociali per il popolo cinese. Confesso anzi che agli occhi di un italiano attento ai pro blemi del territorio, quello della gestione idrogeologica sem bra essere uno dei temi più preoccupanti per il futuro della Ci na. Chi ha davanti il dissesto idrogeologico dell ’ Italia, sa che le sue cause risiedono prima nell ’ antropizzazione esasperata di colline e montagne e poi nell ’ abbandono di queste da parte di quei contadini che ne hanno curato per secoli la manutenzio ne. Ebbene, in Cina l ’ intervento dell ’ uomo ha trasformato le pianure e i rilievi assai più radicalmente di quanto sia stato fatto in Italia: quando la popolazione contadina comincerà a ridursi sostanzialmente, la minaccia del dissesto idrogeologico si presenterà in Cina in modo ancora più grave che nel nostro Paese, moltiplicando di molte volte l ’ attuale contraddizione fra mano d ’ opera e investimenti per la manutenzione del terri torio. Il problema del rapporto città-campagna sembra essere in Cina ancor più che altrove collegato alla struttura territoriale. Praticamente soltanto la metà orientale del paese è abitata e, ad eccezione di Harbin nella Manciuria del nord, tutte le città con più di un milione di abitanti distano dal mare meno di 300 chilometri o si trovano sul corso di un fiume navigabile. Le concentrazioni urbane sono quindi collocate all ’ interno delle zone agricole densamente popolate, nelle grandi pianure irrigue del paese. E la dipendenza della città dalla campagna circostante è ancora evidente da tutti i punti di vista, a comin ciare da quello alimentare: le zone agricole intorno ai maggio ri centri urbani sono istituzionalmente destinate a rifornirli 2 Pechino nella trascrizione italiana, dall ’ inglese Peking. 3 Noto in occidente come il Fiume Giallo.

3. L ’ armatura urbana della Cina

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