Problemi della transizione 1981

L ’ editoria scientifica

tive che sembrano scoraggiare il compito. I costi di primo impianto aumentano, la popo lazione scolastica diminuisce: è necessario, sul piano aziendale, ridurre i margini di rischio di insuccesso delle nuove iniziative: ecco che prendono corpo filosofie aziendali di marke ting. E poi si assiste ad un fenomeno interessan te: il mercato si polarizza in due direzioni: da un lato docenti che tendono ad usare molto a lungo gli stessi libri — non necessariamente libri conservatori — dall ’ altro docenti che cambiano assai spesso le adozioni, creando lo spazio, assai disdicevole, di una specie di pro duzione didattica «casual». È proprio la difficoltà del momento che rende visibile, come in uno degli sprazzi di ec cezionale visibilità che si hanno in mezzo ad una tempesta, quanto oggi c ’ è da fare nel campo dell ’ editoria scolastica. Cessati obnubilamenti ideologici, che por tavano a privilegiare talvolta la bandiera ri spetto al rigore dei contenuti, si apre il pro blema di inventare un linguaggio del libro di testo, linguaggio di cui le parole — un argo mento su cui tante volte ha insistito Tullio De Mauro — non sono che uno degli elementi, accanto alle immagini, all ’ impostazione grafi ca, alla tipologia degli apparati didattici di rinforzo. E poi c ’ è, sempre aperto, mai risolto in ma niera definitiva, il problema di aggiornare i contenuti, soprattutto scientifici e di portare i testi, i libri non scolastici (non dirò i libri ve ri) nella scuola: quest ’ ultima è una operazione assai difficile, ogni libro, nella scuola, rischia di ridursi, proprio come un film si riduce, non solo di dimensioni, nelle televisioni. Non mi illudo: tra dieci anni si potrà anco ra dire male dell ’ editoria scolastica, ma il suo paesaggio sarà così variato, conserverà visibili le ferite e i segni di cambiamenti anche trau matici, che non si potrà parlare di una plaga sonnacchiosa del continente editoria.

«Gli schiavi di Efesto»* di F. Masini

«Articolare storicamente il pas sato non significa conoscerlo “ come propriamente è stato ” . Si gnifica impadronirsi di un ricor do come esso balena nell ’ istante di un pericolo». W alter B enjamin

di Aldo Monti Si è sottolineato il fatto che l ’ operazione critica svolta da Ferruccio Masini non sia mai approdata a una esposizione sistematica; a una coerente costruzione storiografica quale esito della stessa operazione critica e ricapito lazione dei suoi risultati e dei suoi paradigmi

interpretativi. Il fatto è che, per Masini, l ’ operazione criti ca nella misura in cui si esercita come pratica di decostruzione del «retorico» e di liberazio ne del linguaggio critico dalla dipendenza da un «vocabolario estetico» tutto interno

* F. M asini , Gli schiavi di Efesto, l'avventura degli scrittori tedeschi del novecento, Editori Riuniti, Ro ma, 1981, pp. 370, L. 8.500.

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