Problemi della transizione 1981
Gli schiavi di Efesto
jamin il diagramma di una teoria, e non solo di una critica dell ’ aura, per la quale intendere il momento distruttivo dell ’ aura in coinciden za con quello sperimentale. La questione che qui Masini affronta non è solo quella delfoltrepassamento dell ’ aura gra zie ai procedimenti tecnico-sperimentali per i quali si attua la costante destrutturazione dei paradigmi ideologici e di legittimazione del produrre artistico; il problema riguarda piut tosto il modo di tale oltrepassamento, il senso e la condizione per la quale quest ’ ultimo, nell ’ esercizio di quella negatività che il pro durre artistico esprime, non si identifica sem plicemente con la scomparsa della dimensione auristica, ma, più radicalmente, con la dislo cazione di quest ’ ultima «sul terreno dell ’ espe rienza (Erfahrung}, e della “ povertà ” del l ’ esperienza, su quello — per usare termini benjaminiani — del “ carattere distruttivo ” e della barbarie positiva» 10 . Dislocazione que sta che ricomprende l ’ aura, ossia il valore cul turale dell ’ opera d ’ arte, nell ’ ordine di un Er- lebnis non più coniugante la conclusività dell ’ ^ww^www e ostensivo, nei suoi diversi modi, della stabilità ontologica del soggetto, ma che rinvia l ’ aura al suo costante dilegua mento, al suo «infrangersi» nel movimento stesso della prassi; Erlebnis come quello Chockerlebnis di cui parla Benjamin e in cui l ’ estrema persistenza dell ’ aura svanisce la sciando apparire la sensazione della moderni tà'. «Lo Zertrùmmerung dell ’ aura non com porta eo ipso la sua scomparsa: o meglio: nel suo dissolversi l ’ aura lascia una zow# d ’ om bra^ il suo negativo, quello spectrum di un Erlebnis che si è andato dislocando nell ’ ottica della Erfahrung proprio per la perdita di un centro di gravità soggettivo, di una reductio ad unum in termini di soggettività. Su questa zona d ’ ombra configurata come un “ estremo ” lavora il pensiero dialettico» 11 . E questo il diagramma per il quale Masini affronta altresì il discorso sulla morte dell ’ ar te. Rifiutando una «esteticizzazione della vita sociale» che interpreta il Verfall der Aura co me una sorta di kénosis, di svuotamento dell ’ estetico — dove tutto è auratico l ’ aura è scomparsa — nella realtà divenuta favola e ri
si articolano i saggi su G. Benn e Musil, su E. Junger ed H. Hesse, su Wedekind e Durren- matt, sviluppa altresì una serie di riflessioni su Benjamin e sul particolare ruolo che acqui sta l ’ esperienza saggistica di quest ’ ultimo per ciò che concerne la saldatura tra avanguardia e rivoluzione, tra itinerario brechtiano quale «approdo finale della lunga via (una via tor tuosa) percorsa dall ’ avanguardia...» 6 e con sapevolezza che «nell ’ avanguardia dialettica- mente intesa si definisce un tramite problema tico necessario per intendere il passaggio dall ’ ideologia borghese della letteratura all ’ uso della letteratura come modalità della prassi» 7 . Se la produzione brechtiana è caratterizzata da quell ’ elemento pedagogico per il quale si determina la liquidazione de\V estetico e il pro durre artistico mostra la sua non-neutrale e non-autonoma natura, «in Benjamin — sotto linea Masini — sono per l ’ appunto le condi zioni strutturali della produzione a essere messe in gioco in quella determinata negazio ne che è espressa dal produrre artistico» 8 . La negatività immanente all ’ opera e al suo universo simbolico non è, come nella prospet tiva adorniana, modo testimoniante un pro gressivo distacco dalla prassi e, in definitiva, il desiderio di fermare, nell ’ età del tramonto, l ’ estrema risonanza di un originario messag gio umanistico di bellezza, bensì modo che in cide sul reale nella misura in cui si esercita co me tragitto di ricerca e di assunzione di quegli stessi procedimenti tecnico-compositivi per i quali si sgretola la codificazione dei linguaggi, dei generi, dei ruoli, delle competenze: «Ben jamin costringe l ’ avanguardia a valicare la pu ra trasformazione formale delle tecniche lette rarie e artistiche e a tematizzare la contraddi zione in cui queste si trovano non soltanto in relazione ai vecchi contenuti umanistico- borghesi, ma anche rispetto ai rapporti di produzione vale a dire ai condizionamenti im posti da quel gigantesco mercato di valori di scambio che è la società capitalistica» 9 . Ma la riflessione di Masini su Benjamin si fa particolarmente penetrante nel saggio Me tacritica dell ’ aura. L ’ analisi della nozione ben- jaminiana del Verfall der Aura diventa per Masini possibilità di cogliere nello stesso Ben
6 Gli schiavi di Efesto , cit., p. 33. 7 Ibidem, p. 33. 8 Ibidem, p. 33. 9 Ibidem, p. 35. 10 Ibidem, p. 314.
11 Ibidem, p. 314.
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