Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
inizia dal sottosistema economico (crisi eco nomica), per poi trasmettersi a quello politico-amministrativo (crisi di razionalità) e infine a quello, per noi più interessante, so cioculturale (crisi di legittimazione, di moti vazione e d ’ identità). Vediamone i singoli passaggi. Una crisi economica è quasi sempre una crisi non di input (entrata di lavoro e capitale) ma di output (uscita in valori consumabili che per quantità e genere si distribuiscono nel tempo su strati sociali); vale a dire che la ten denza di crisi è determinata, oggi come ieri, dalla legge del valore, ossia daH ’ asimmetria imposta strutturalmente nello scambio di la voro salariato e capitale. L ’ attività statale non può compensare, tutt ’ al più mediare ossia at tuare essa stessa con mezzi politici, la tenden za alla caduta del saggio di profitto. Ma men tre la crisi economica si sedimenta nel sistema politico, vediamo che a questo livello essa non ha ancora riscontro, stando a Habermas, nella crisi di identità. Anche il sistema politico, come quello eco nomico, necessita di un input (consenso di massa) e di un output (decisioni amministrati ve). Le crisi di output hanno forma di crisi di razionalità', il sistema amministrativo non rie sce a rendere compatibili e ad attuare gli im perativi di controllo che gli provengono dal sistema economico. Le crisi di input (input dal sottosistema socioculturale) hanno forma di crisi di legittimazione-, il sistema legittima- torio non riesce a preservare il necessario li vello di lealtà di massa. La crisi di legittima zione è data dal fatto che l ’ attuazione di com piti statali di pianificazione mette in questione (mette in crisi) la struttura d ’ una spoliticizzata «Òffentlichkeit» (sfera pubblica). A sua vol ta, un deficit di legittimazione significa che con interventi amministrativi non si possono conservare o creare in misura sufficiente strutture normative efficaci ai fini della legitti mazione. D ’ altra parte, col diffondersi della razionalità dell ’ organizzazione le tradizioni culturali (importanti ai fini della legittimazio ne) vengono minate e svuotate sottraendosi così agli interventi amministrativi. Visto allo ra che la tematizzazione di contenuti sociocul turali — che per ciò stesso cessano d ’ essere
duare e secernere da una struttura in «crisi» quegli elementi del sistema capaci di mutare senza che con ciò il sistema, in quanto tale, perda la sua identità, compito peraltro arduo perché è tutt ’ altro che semplice, prosegue Ha bermas, determinare chiaramente i limiti e le solidità di sistemi sociali nel linguaggio della teoria dei sistemi. Mentre, infatti, gli organi smi hanno chiari limiti spaziali e temporali, essendo il loro sussistere caratterizzato da va lori normativi che oscillano entro limiti di tol leranza empiricamente specificabili, i sistemi sociali «possono invece affermarsi in un mon do circostante («Umwelt») ipercomplesso po tendo essi trasformare elementi sistemici o va lori normativi., o anche entrambi, per mante nersi ad un nuovo livello di controllo» 14 . Crisi di identità-. È da questo momento in poi della sua elaborazione teorica che il pro blema della crisi di identità diviene oggetto di esplicita trattazione e che Habermas vede sor gere nel momento in cui «dei sistemi sono co stretti per conservare a mutare e l'uno e l'altro il loro limite e la loro consistenza» 15 . Senon- chè, mentre nella teoria dei sistemi i sistemi non vengono rappresentati come soggetti, già l ’ uso prescientifico insegna che solo dei sog getti possono venire coinvolti nelle crisi: solo laddove i membri di una società vivono di persona i mutamenti strutturali come muta menti critici per la sussistenza e sentono mi nacciata la propria identità sociale, ecco allo ra che potremo parlare di crisi di identità, an che se certamente non è sufficiente «sentire» la crisi per poter parlare di crisi (si cadrebbe nell ’ idealismo, ovvio a dirsi). Si potrebbe an che dire: la crisi «soggettiva» come crisi d ’ identità non è legata sempre e comunque ad una crisi «oggettiva», sistemica, semmai vice versa. Si parlerà cioè di crisi oggettiva solo in presenza di un soggetto anch ’ esso in crisi, e si tratterà allora — in sede psico-ontologica — di liberare la crisi soggettiva o l ’ identità dalla soggettività della psicologia tradizionale. Questo spiega perché Kònnen Gesellschaften eine vernunftige Identitàt ausbilden? si confi gura come un punto d ’ approdo della teorizza zione habermasiana del concetto di crisi. A questo punto Habermas torna alla sua nota teoria dei sistemi, secondo la quale una crisi
14 Ibidem, p. 12. 15 Ibidem, p. 12.
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