Problemi della transizione 1981
Habermas
mere condizioni politiche marginali — investe la sussistenza stessa della sfera pubblica, ecco che la crisi politica viene ad essere anche la crisi dell ’ intero sistema (o sottosistema che sia) socioculturale. Senonchè il sistema socioculturale trae il suo input non solo da quello politico ma an che da quello economico: beni e servizi acqui sibili e di pubblico accesso, atti giuridici e amministrativi, sicurezza pubblica e sociale ecc. È evidente il richiamo al tema haberma- siano-hegeliano della duplice mediazione, che vede nel rapporto base-sovrastruttura (in ter mini di materialismo storico) la mediazione sia del lavoro che dell ’ interazione. Ora, poi ché il sistema socioculturale non organizza es so stesso il proprio input (come invece fa quello economico), non potrà esserci una crisi di input (con cause socioculturali). Le crisi che si producono qui sono dunque sempre crisi di output, per cui si può affermare che, mentre le crisi di legittimazione (e, successiva mente, di identità) sono riconducibili al fatto che «a seguito di mutamenti nel sistema poli tico... sorge un bisogno di legittimazione con cui l ’ approvvigionamento di legittimazione non va di pari passo, le crisi motivazionali in tervengono come conseguenza di mutamenti nel sistema socioculturale stesso» 16 . Successivamente Habermas passa in rasse gna le principali cause per cui oggi gli indivi dui dispongono di sempre più scarse alternati ve per soddisfare in termini qualitativi il loro crescente bisogno di sicurezza ontologica, di autoidentità, vedendosi essi confrontati quoti
dianamente con un mondo vitale in cui non è più possibile un «estraniamento» («Entàusse- rung») secondo gli schemi della tradizione culturale (patria, nazione, religione, linguagr gio, razza ecc.). Tale debolezza dell ’ io spiega la sempre più diffusa fuga nell ’ identificazione col «gruppo» (sotto qualechesia spoglia: gruppo di interesse, baronia, corporazione, partito ecc.). Incipit l ’ ingovernabilità: «... nessuno vuole assumersi delle responsabilità, sia pure per non legarsi eccessivamente ad un patrono, e così si fa a meno di governare per restare al governo» 17 . Tanto più, conclude Habermas, che tale comportamento è anche riscontrabile nelle alte sfere e, nel significato di debolezza dell ’ io, sembra configurarsi co me sintomo psicologico di una tendenza gene rale alla «fuga». Ed è appunto su questa fuga dalle tradizionali figure associative identifica tone (figure alle quali il dominio è sempre ri corso ai fini dell ’ integrazione sociale degli in dividui) verso nuove figure e quindi nuove forme di aggregazione (gruppo, sistema ecc.), con tutti i pericoli e le prospettive che ciò comporta, che si incentrano le tesi e le ipotesi dell ’ elaborazione habermasiana. Per esprimerci con Hegel (e Habermas), nella coscienza degli individui Atena ha cessa to d ’ essere «spirito vivente del popolo, imma nente all ’ individuo», ed è la morte di questa dea-identità che Habermas in questo suo sag gio (Kònnen komplexe ecc.) ha voluto mette re a fuoco esaminandone sbocchi e alternative alla luce di una sua «Parteilichkeit fùr die Vernunft» (partiticità per la ragione).
16 Ibidem, p. 71. 17 J. H abermas , Kultur und Kritik, Frankfurt/M. 1973, p. 40.
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