Problemi della transizione 1982
Neocorporativismo e dinamica economica
prezzi come decurtazione ingiusta che cancel la la possibilità di maggiori consumi. La stes sa visione deformante si ritrova a proposito di «meriti individuali» e di problemi di equità.
azione diventa terrorizzante e altrettanto spa ventosa diventa la mobilità del lavoro, poiché l ’ offrirsi sul mercato, anche per un salario in feriore, non garantisce nulla. Le politiche deflazionistiche, data questa segmentazione, hanno perciò un costo eleva tissimo per i gruppi più deboli (le donne, i giovani, le minoranze razziali, ecc.) e nello stesso tempo una efficacia assai limitata. Le misure di rilancio della produttività, che im plicano disinvestimento e abbandono di indu strie obsolete, coinvolgono però anche i grup pi manageriali che portano il peso delle re sponsabilità per la inefficienza di questi setto ri. La resistenza al cambiamento può divenire così insormontabile. Migliaia di posti di lavo ro significano ancor più numerose migliaia di voti, per guadagnare i quali si possono soste nere politiche protezionistiche e di sovvenzio ne per settori a bassissima produttività. A questo proposito Thurow paga certa mente un tributo ad alcune argomentazioni della «supply-side theory». Tutta la parte de dicata alla deregolamentazione industriale e il riconoscimento della funzione che i prezzi de vono svolgere come segnali indicatori espressi dal mercato nazionale ed internazionale è un riconoscimento dell ’ importanza di un recupe ro di produttività attraverso un ampio disin vestimento nelle industrie obsolete, il riciclag gio dei mezzi finanziari verso i settori di pun ta e l ’ abbandono delle politiche protezionisti che. Egli è nello stesso tempo, però, un fiero avversario della proposta monetarista. Bloc care drasticamente la crescita della quantità di moneta, indifferenti alle condizioni del mercato finanziario e all ’ esplosione del saggio di disoccupazione, è improponibile. Thurow calcola il prezzo implicito di una tale ricetta in un 30% (!) di disoccupati. In realtà con l ’ inflazione si può convivere, qualora non si trovi il modo di redistribuire il costo del recu pero di produttività. Meglio sarebbe non ave re inflazione, ma bisogna chiarire bene che le cure miracolose (ed indolori) non esistono. L ’ inflazione, tra le altre cose, produce peri colose turbe alla razionalità del? Homo eco- nomicus. Il reddito nominale che affluisce in dimensioni sempre maggiori viene visto come meritatamente guadagnato e l ’ aumento dei
L ’ insolubile problema dell ’ equità «L ’ efficienza economica e l ’ equità si reggo no sulle stesse fondamenta, siano esse sulla roccia o sulle sabbie mobili» — scriveva Thu row in Generating Inequality; ma per poter giustificare la prima, la teoria economica ha dovuto emendarsi progressivamente con l ’ as sunzione di «imperfezioni del mercato» ad hoc. Se i mercati fossero davvero perfetta mente competitivi, allora qualcuno certamen te avrebbe trovato la possibilità di aggirare e superare queste imperfezioni. Se queste im perfezioni diventano un dato permanente di un sistema economico e se esse interferiscono profondamente con il processo distributivo, allora i presupposti che legavano efficienza ed equità devono essere ampiamente rivisti. Thurow basa le sue asserzioni su due sche mi: il primo, già visto, di «job competition» tra lavoratori per spiegare i diversi ventagli salariali e la loro rigidità; il secondo, di «ran- dom walk» per spiegare la nascita e il mante nimento dell ’ accentramento di ricchezza in una minoranza della popolazione. Salari flessibili sono inefficienti in un mer cato del lavoro inteso come «training mar ket» e le conseguenze ovvie di un tale mercato sono le situazioni di discriminazione verso le minoranze e verso le donne e i giovani. Ne di scende quindi che ad esso mancano i requisiti di equità 8 . Il modello «random walk» implica poi la distruzione del più diffuso mito americano: che, cioè, attraverso un processo di rispar mio, di duro lavoro, di reinvestimento ripetu ti sia possibile accumulare grandi fortune. Thurow tenta di dimostrare che in realtà l ’ ac cumulo di grandi ricchezze è dovuto a parti
8 Si vedano: Poverty and Discrimina- tion, Washington, D.C.: Brookings Institution, 1969. By L. Thurow. Education and Economie Inequality, By L. Thurow, in «Thè Public Inte rest», Summer 1972.
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