Problemi della transizione 1982
I rapporti Europa-USA
gli arsenali attualmente sostenuto dai sovietici. A questo punto, comunque, si profilano i problemi politici di qualunque negoziato su queste questioni, negoziato sia fra euro pei, sia fra europei e americani, sia fra l ’ Occidente e l ’ Unione So vietica. A chi insiste nell ’ amministrazione Reagan, dal presidente in giù, che bisogna negoziare da una posizione di forza e di supe riorità geostrategica, si contrappongono delle voci come quelle dell ’ ex segretario di Stato Rusk e dell ’ ex pianificatore della politi ca estera Kennan, che sostengono che l ’ unica base reale di un ne goziato, il punto di partenza, deve essere la parità riconoscibile 6 7 . Nessuno nega l ’ utilità e la necessità di dialogare, sia fra alleati, sia fra i blocchi. Ma dietro le fanfare che hanno accompagnato l ’ apertura dei negoziati a Ginevra e che accompagneranno i nuovi negoziati Start, gli interrogativi sull ’ utilità politica, sugli obiettivi strategici e politici, sulla legittimità di chi tratta per l ’ Occidente si moltiplicano e sono presi molto sul serio. Esiste, in altre parole, una diffusa preoccupazione, tra i nostri commentatori, che la chiarezza degli obiettivi manchi del tutto; inoltre, che non esista nessun accordo fra gli alleati su che cosa si tratta e nel nome di chi: gli Americani negoziano per gli Americani o per tutti? Schmidt, nei suoi contatti con l ’ Unione Sovietica, tratta per l ’ Europa o per se stesso? Chi è che è capace o ha la forza politica di parlare nel no me dell ’ Europa nel suo insieme? Brontolano gli osservatori che la confusione stessa su questi punti rivela l ’ efficacia della politica so vietica; che ci troviamo su un terreno scelto dai sovietici ad affron tare questioni scelte da loro in un modo che non può che creare problemi all ’ interno dell ’ Alleanza atlantica. Sarebbero questi i veri problemi dietro il fronte, il bombarda mento dei numeri e degli scenari strategici che oggi fioriscono in ogni parte. Esiste un notevole livello di accordo che se ci troviamo in questo stato di crisi attuale è perché i risultati dell ’ epoca della distensione sono stati diversi per le varie parti in gioco. L ’ essenza della situazione è stata espressa in questi termini dall ’ americano Calleo: «... mentre gli Stati Uniti vedevano nell ’ Europa un luogo dove mettere i russi sotto pressione come parte del gioco globale, gli eu ropei tendono a credere che l ’ Europa dovrebbe, se possibile, rima nere una zona sicura isolata dai conflitti che inevitabilmente scop piano nel resto del globo.. . (inoltre) una politica propria di disten sione dava agli europei un margine di manovra contro un eccesso di egemonia americana, soprattutto in campo economico. Il tedesco Joffe insiste che l ’ Occidente non aveva mai avuto la capacità di imporre all ’ Unione Sovietica delle penalità nel caso che quest ’ ultima sfruttasse opportunisticamente la distensione e, secondo lui, questa epoca di pace relativa non ha fatto altro se non
. La distensione
6 D. RUSK, «Thè Position of Strength Argument is Flawed», Thè Guardian Weekly, G. KENNAN, «What do we Want Russia to Do?», 11/10/81 Thè Guardian Weekly , 17/1/82. 7 C alleo , p. 795.
5
Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease