Problemi della transizione 1982
I rapporti Europa-USA
do, davanti al quale esiste uno spazio di manovra che può servire per scopi nazionali o può permettere una zona di flessibilità a be neficio di tutto il sistema. Ormai nazioni come la Grecia e la Ger mania avrebbero intenzione, in un certo senso, di imitare la Fran cia, secondo Draper, eppure non sono disposte a copiare la politi ca gollista nella sua parte costruttiva, cioè nella costruzione di una force de frappe propria, quella che dà alla politica strategica fran cese un minimo di credibilità militare. L ’ anti-americanismo motiva spesso questa voglia di «sgancia mento» secondo Draper, che nota come in Francia non esiste una tale ondata di opinione anti-nucleare, anti-NATO come in altri paesi dove la presenza americana è molto più forte. Ciò lascia agli Americani la scelta di perseguire una politica di isolazionismo e di unilateralismo: solo agendo autonomamente si può raggiungere un obiettivo desiderato nel sistema atlantico, in un momento in cui le decisioni collettive diventano sempre più difficili, se non addirittura impossibili. Erede della visione gollista sarebbe oggi Mitterrand. Mitterrand comunque accetta l ’ analisi dell ’ espansionismo sovietico condivisa da osservatori americani, tedeschi, inglesi etc., mentre rifiuta di accettare i missili Cruise sul terreno francese. In realtà, se le altre nazioni potessero godere di un simile privilegio, come quello francese di far giocare le due superpotenze l ’ una contro l ’ altra, la fine del sistema atlantico sarebbe incombente, un crollo generale che i Francesi stessi sarebbero i primi a denunciare. La priorità centrale dell ’ Alleanza, quindi, sarebbe di ridurre l ’ anti- americanismo, di far sì che la posizione americana nell ’ alleanza non sia più il suo problema centrale. Quindi gli Stati Uniti do vrebbero incoraggiare l ’ autonomia europea; dovrebbero incorag giare gli Europei ad assumere sempre più responsabilità politiche e strategiche per il proprio futuro e, soprattutto, la Repubblica Fe derale deve avere il coraggio e il senso di responsabilità di definire meglio la propria posizione e la sua reale disponibilità vis à vis, il mantenimento di una deterrenza credibile nel centro dell ’ Europa. I messaggi di Calleo e Draper convergono nel punto in cui essi presumono, o auspicano, o raccomandano che il ruolo americano nel sistema atlantico venga ridimensionato e quello europeo, in compenso, venga aumentato. In realtà, una delle costanti del di battito che qui stiamo riassumendo è proprio questa spinta, que sta pressione americana sugli Europei per aumentare il proprio coordinamento di coesione politica e, implicitamente, aumentare anche la misura di responsabilità che gli Europei vorrebbero assu mere per la propria difesa. Questa tendenza va in contrasto, quin di, con ogni impulso da parte di Reagan ed anche da parte di quei critici di sinistra degli americani, che vedono invece un tentativo di ripristinare la vecchia egemonia americana 21 . Nella misura in cui Reagan e i suoi vorrebbero rivedere l ’ antica posizione degli Stati Uniti numero uno nel mondo, come hanno auspicato più volte nella campagna elettorale dell ’ 80, è chiaro che si sogna un ritorno alle antiche posizioni imperialistiche. Nella misura in cui
21 Cfr. il discorso di E. KRIPPENDORFF al Bologna Center, Johns Hopkins Uni versity, 1/5/82.
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