Problemi della transizione 1982
I rapporti Europa-USA
le 28 . La spinta verso l ’ ordine, quindi anche la volontà politica, viene regolarmente, si nota, solo dopo le grandi catastrofi; le spin te disaggregative e frammentarie di oggi producono crisi a non fi nire, ma non esiste una minaccia abbastanza realistica che può creare una volontà di fare quegli aggiustamenti radicali che po trebbero produrre una nuova visione di governabilità. Sulla natu ra e sugli aspetti principali dell ’ ingovernabilità di oggi gli esperti sono abbastanza d ’ accordo. La saggezza convenzionale punta il dito su quattro aspetti cruciali della situazione. Sotto questo titolo si sommano tutte quelle tendenze oggettive nell ’ economia europea e americana che producono frizione a li vello di politica economica e in sede politica. Alcuni paesi eviden temente dipendono di più dalle esportazioni; altri da un certo ti po di innovazione tecnologica o di flussi migratori, qualcun altro è legato tradizionalmente — ormai — a certe forme di welfare sta te. I contrasti sul problema energetico sono quelli più evidenti che risultano da differenze strutturali, ma anche all ’ interno dell ’ Euro pa i casi sono evidenti. Le differenze tra la struttura agricola bri tannica e quella dei partners europei è solo un esempio, peraltro molto lampante, di questi contrasti funzionali ed oggettivi che producono a volte insuperabili frizioni politiche. Stanley Hoff- mann addirittura mette in rilievo le incancellabili differenze geo grafiche e storiche che adesso fanno sentire il loro peso all ’ interno della «comunità» atlantica: la prossimità dell ’ Europa occidentale all ’ Unione Sovietica, all ’ Europa orientale; quei legami storici che non si possono cancellare anche se la loro funzionalità non sembra del tutto evidente. (Qui il caso della Germania divisa è solo quello più evidente). Tutto ciò, secondo Hoffmann, tende ad aumentare il senso della vulnerabilità europea in momenti di crisi. E ciò a sua volta produce reazioni politiche che oggi sono evidenti 29 . Hoffmann mette in rilievo anche come le differenze di cultura politica possano anche pesare in un momento di crisi delle conce zioni di base. Se oggi sono morte o logorate le vecchie concezioni di containment, di distensione, di risposta flessibile, con quali metodi e criteri si costruiscono delle alternative? Hoffmann nota che la cultura politica americana spinge i leaders degli Stati Uniti a cercare delle formule semplici, che ruotano attorno alla costru zione ed al mantenimento dell ’ armonia o, in caso di crollo dell ’ armonia, all ’ uso della forza militare per risolvere i problemi politici. Gli Europei, sempre secondo Hoffmann, preferiscono una visione più articolata del mondo, mediando sempre fra passa to e presente, fra scienza e intuizione. Ma, se sono stati gli Ameri cani a offrire di più nel campo dei grandi slogan negli ultimi anni, sono stati proprio loro a vedere i fallimenti più clamorosi, come mettono in rilievo osservatori come Tucker e Cleveland riferendosi alla concezione carteriana del nuovo ordine mondiale e di nuova visione dei rapporti Nord-Sud 30 . Gli Europei, per conto loro, non
a) Le differenze strutturali
b) Il vuoto concettuale
28 Cfr. A. FONTAINE, «Chacun pour soi», Le Monete, 26/5/82. 29 H offmann , pp. 110-115. 30 T ucker , discorso cit., nota 17; H. C leveland , «Biggest Fly on thè Flypa per», Thè Observer, 17/7/80.
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