Problemi della transizione 1982
I rapporti Europa-USA
personali, sia in termini di questa amministrazione, infine in ter mini nazionali. La maggioranza dei consensi favoriva in seguito una analisi positiva dei risultati, pur non sottovalutando le aspet tative create che probabilmente non sarebbero state soddisfatte 36 . Ma non sono mancati i giudizi del tutto negativi, come quello di Hella Pick sul «Guardian» inglese che ha parlato di «disillusione. .. (di) conferma dei timori peggiori» per quanto riguardava il perso naggio Reagan 37 . Quello che è indiscusso è che i conflitti burocratici che in Euro pa sono nascosti all ’ interno di Whitehall, di Bonn o del Quai d ’ Orsay, in America sono portati all ’ esterno; che spesso questi conflitti sono la sostanza del gioco in cui i protagonisti cercano, in modo aggressivo e competitivo, di far valere i loro punti di vista dentro la politica americana nel suo insieme. In Europa, il fronte unito del governo della burocrazia, almeno a livello internaziona le, continua ad essere un valore molto apprezzato. Eppure, gli stessi Europei non possono pretendere di dare lezione a nessuno; sia il cancelliere Kohl, sia la Thatcher, sia i Presidenti del Consi glio italiani, per non parlare delle ripetute crisi in Belgio e in Olanda, hanno ciascuno grossi problemi di legittimità e di auto rità. Ma l ’ accusa che più spesso viene rivolta a loro dalla élite ame ricana è di non sapere offrire alternative ai modelli americani, alle scelte americane, di essere bravi nella critica ma poco costruttivi. E per affrontare questi problemi che Hoffmann e altri con lui pro pongono oggi una specie di direttorio delle nazioni principali, una specie di estensione, a livello strategico e politico, di quei ver tici dei paesi industrializzati che si tengono per discutere di pro blemi economici. In un libro uscito nell ’ 81, scritto a quattro ma ni, i direttori dei principali istituti di ricerca per la politica inter nazionale nell ’ Europa occidentale propongono addirittura l ’ isti tuzionalizzazione di un piccolo direttorio di vertice dei paesi occi dentali con un segretariato di ufficiali permanente. Solo in questo modo, si dice, si possono evitare i pericoli della frammentazione e delle risposte ad hoc che oggi dominerebbero i metodi soliti delle nazioni occidentali in politica internazionale 38 . Davanti alle ondate dei movimenti pacifisti e delle manifesta zioni anti-americane in Europa, i commentatori americani vedono anche un problema di leadership politica. Nessuno dubita del successo e della forza personale di Helmut Schmidt a livello inter nazionale, eppure tutti si chiedono come mai è proprio in Germa nia che il governo di Schmidt ha avuto problemi così gravi di cre dibilità e di legittimità politica. Molti sono gli osservatori che guardano con ansia alla situazione tedesca, mettendo in rilievo l ’ alienazione militante delle nuove generazioni, il crollo del con senso degli ultimi trent ’ anni, il comparire di nuove correnti poli tiche e sociali morbose e sinistre: la comparsa di una politica xeno foba sarebbe solo un indizio.di questo tipo di corrente nuova che
d) Alienazione dell ’ opinione pubblica
36 J. DORNBERG, «Reagan ’ s Visit and Raised Hopes», in lntemational Herald Tribune, 12-13/6/82; F. LEWIS, «On Reagan ’ s Evolution and Rising Expec- tations», in lntemational Herald Tri bune, 15/6/82. 37 H ella P ick , «Isolated Frome Reali
ty», Thè Guardian Weekly, 20/6/82. 38 H offmann , p. 119; K. K aiser , THIERRY DE MONTBRIAL, WlNSTON LORD, D. WATT, «Western Security», Council on Foreign Relations, N.Y., Royal Institute of lntemational Affairs, London, dicembre 1981.
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