Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

del movimento, e precisamente ciò che è nella separazione. 11 concetto quindi è profondamente realistico 3 . Il realismo è antidialettico. Esso è la negazione della dia lettica. Il realismo infatti non è altro che la rappresentazione di una sezione del processo attraverso il quale si produce la se parazione. Il realismo nega il movimento e presenta i momenti nella loro opposizione. Questo ha due conseguenze: in quanto è proprio del concetto, il realismo ha come suo universo la lo gica, la narrazione, cioè la tautologia; in quanto ha per suo oggetto ciò che è posto come positivo, esso esclude da sé ciò che, nel processo di posizione del diritto, viene posto come negativo, e quindi escluso. Il realismo del concetto procede empiricamente. L ’ empiri smo è anch ’ esso un prodotto moderno, e precisamente esso è il risultato del riconoscimento della separazione. L ’ empirismo esprime la legalità (Gesetzmàssigkeit) della separazione. Esso è possibile, infatti, quando la separazione può esser colta at traverso la percezione della sua esistenza formale: cioè quan do lo sviluppo di uno dei lati del movimento è pervenuto all ’ autocoscienza, sì che si rende possibile una sua coerente esposizione. Chiamo «logica dell ’ oggetto secondo il concetto» proprio questa coerente esposizione di uno dei lati del movi mento. La scienza giuridica è questa logica. La scienza del diritto è un sistema scarsamente com plesso 4 , nel quale si espongono secondo il concetto le connes sioni normative di senso. La scienza, allora, è un sistema epi- stemologicamente neutro, trasparente, una rete di tautologie. Essa procede empiristicamente e realisticamente. Empirismo e realismo però si rivelano gravi limiti per la scienza. Essi infatti impediscono al pensiero di andare oltre la logica del concetto e, quindi, impediscono alla scienza di cogliere il contadditto- rio processo di produzione dei contenuti di senso come pro cesso di separazione e la normatività sociale come sistema di quei contenuti di senso che sono nella separazione e nella op posizione. E allora, se la specificità della categoria giuridica moderna consiste proprio nel suo essere separata, la scienza non coglie il carattere specifico del suo oggetto. D ’ altea parte la questione dell ’ empirismo e del realismo può essere riformu lata proprio contestando ad essi una capacità epistemologica: ciò che contraddistingue questi caratteri della scienza è pro prio il fatto che essi non pongono il problema dell ’ oggetto e della sua specifica logica 5 . Il problema è l ’ inizio della scienza. L ’ inizio non può esse

3 Su questo concetto cfr. il mio Ein Beitrag zu einer soziologischer Neu- begrùndung der Rechtstheorie, in «ARSP» LXVII/1, 1981, pp. 100-111. 4 La scarsa complessità del sistema teorico della scienza è causa della ina deguatezza del modello interpretati vo disponibile rispetto al sistema del diritto. Questo sistema presenta una complessità crescente che arricchisce i significati normativi da cui risulta composta la sua struttura di ulteriori significati e funzioni. Tale «Theorie- mangel» del pensiero giuridico pro

voca un sovraccarico di richieste di legittimazione al sistema politico con questo risultato: che la tendenza alla produzione di diritto «materiale-ra zionale» in senso weberiano si raffor za e, quindi, la complessità del siste ma giuridico è sempre meno control labile. 5 Ho approfondito questo argomen to nel mio corso Materiali per una teoria sociologica del diritto, Bolo gna 1981.

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