Problemi della transizione 1982
Kelsen e Marx
come la pratica storica nella quale prendeva corpo un sistema teorico, spiegava le contraddizioni della politica come con traddizioni della teoria. Nel marxismo come nel bolscevismo Kelsen non vede mediazione tra politica e teoria. Tra l ’ una e l ’ altra egli colloca perciò la funzione illuminante del pensiero, dell ’ intelletto: l ’ intelletto astratto di cui parla Hegel. Kelsen separa quindi teoria e politica, isola il diritto come oggetto del pensiero e ne svolge la logica concettuale. Le proposizioni del la teoria colleganó secondo il modo dell ’ esperienza la realtà positiva dell ’ oggetto empirico alla realtà logica del concetto. Alla dialettica Kelsen sostituisce il realismo e l ’ empirismo. Il principio della dialettica è la contraddizione: da Hegel a Stalin il filo rosso della contraddizione collega il non-senso teorico alla violenza pratica. Ciò che si chiama contraddizione non è altro che opposizione, repugnanza, scontro, conflitto di inte ressi: un fatto naturale, espressione della socialità limitata di cui è capace l ’ individuo 10 . La scienza non conosce contraddi zioni. Il diritto positivo, non-contradditorio sistema di norme, e quindi la norma, è il dato; esso costituisce l ’ inizio della scienza. L ’ argomentazione di Kelsen procede per conversioni suc cessive: dapprima egli identifica la questione politica del bol scevismo come questione teorica del marxismo; il problema, allora, è la teoria del diritto. Quindi Kelsen converte la teoria in metodologia: conseguenza necessaria derivante dalla identi ficazione del diritto positivo con l ’ inizio della scienza. A que sto punto, però, la questione logica dell ’ inizio della scienza si converte in una questione ontologica. Oggetto della scienza è la validità della norma: valida è la norma che esiste e appar tiene a un ordinamento giuridico. Queste conversioni permettono a Kelsen di ottenere due ri sultati: escludere che vi sia altro inizio della scienza che la norma; assumere come contraddittorio, e quindi incoerente, ogni altro inizio. E infatti la critica a Marx è svolta proprio sulla base di questo duplice risultato. La teoria marxista, sostiene Kelsen, lascia indistinto se il diritto sia realtà o ideologia; il diritto, infatti, viene inscritto ora nella sfera della realtà materiale, ora nella sfera dell ’ ideo logia; sì che la stessa definizione del diritto risulta contraddittoria 11 . In quanto espressione e riproduzione dei rapporti sociali ed economici il diritto appartiene all ’ universo di ciò che chiamiamo realtà: esso dovrebbe dire il vero su di essa, riprodurre l ’ immagine della realtà. Ma questa conclusio ne contraddice espressamente altre affermazioni marxiane sul diritto. In molti luoghi della sua opera, infatti, Marx colloca il diritto nell ’ universo delle ideologie, delle sovrastrutture ideologiche. Secondo la teoria marxista queste sovrastrutture sono ideologiche proprio perché costituiscono una immagine
III. Il diritto tra realtà e ideologia
10 Cfr. K elsen , Allgemeine Recht- slehre, tr. it. cit., p. 83; si veda anche L. C olletti , Tramonto dell ’ ideolo gia, Laterza, Bari, 1980. 11 Cfr. Thè Communist Theory of Lata, tr. it. cit., pp 5 sgg.
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