Problemi della transizione 1982
Kelsen e Marx
Il problema, allora, è il seguente: individuare il luogo in cui si produce l ’ astrazione; individuare il movimento per cui il concreto si frammenta e l ’ unità si ricompone come universale ragione formale che è nella separazione. Il problema si era già posto a Hegel. Marx lo riprende: per lui diventa il problema del tempo storico della società borghese. L ’ inizio della dialetti ca è l ’ assolutamente aspro 22 : la resistenza infinita e l ’ insubor dinazione che l ’ istanza materiale oppone al dominio della for ma. Il lavoro astratto è connessione di senso separata; il valo re è la forma. La fredda oggettività del valore e del lavoro astratto è nel principio dell ’ uguaglianza. Il senso è scisso; la disuguaglianza, la resistenza del lavoro, la soggettività, il bi sogno devono essere contenuti e controllati. L ’ originaria dia lettica della produzione di astrazioni le quali sono forme di il lavoro e lo scambio sociale dell ’ agire si converte in una dia lettica della produzione di astrazione le quali sono forme di dominio di una istanza materiale che oppone ad esse la resi stenza infinita. È in questo luogo che si spiega la separazione e insieme l ’ unità: la separazione è prodotto moderno perché il lavoro astratto e il dominio della forma di valore sono un prodotto moderno. La dialettica della forma di dominio è dialettica del la opposizione e della repressione. La resistenza infinita ha co me suo fine la riappropriazione del senso. L ’ unità è costituita dalla istanza unificatrice della ragione, la quale è presente nel la forma del dominio dell ’ istanza materiale. Questa ragione è struttura che unifica le disuguaglianze e le differenze e le tiene insieme dominandole. Questa ragione è il diritto. Si potrebbe dire: il lavoro costituisce la mediazione tra so cietà e natura; nella forma specificamente moderna del lavo ro questa funzione di mediazione è interrotta: essa è a sua vol ta mediata dall ’ universalità e quindi dalla forma. In questa forma si è pietrificato il senso. Il lavoro è il duro lavoro per la riappropriazione del senso: esso lotta per il riconoscimento della soggettività. Ma il riconoscimento può avvenire ormai solo nella forma dell ’ universalità: da qui scaturisce una dialet tica infinita. La forma domina il concreto e prefigura la ricon- cilliazione. Ma la riconcilliazione è possibile ormai solo nell ’ astrazione. La separazione tra società e natura è insanabile. Kelsen as sume questa separazione come un postulato epistemologico: il suo realismo lo costringe a considerare questo postulato come il punto di partenza empirico della scienza giuridica. Il diritto è un sistema di significati dell ’ agire che va soltanto ordinato secondo la sua logica interna. Marx invece si pone la questione del superamento della se parazione e prefigura l ’ estinzione del diritto. Ma l ’ estinzione del diritto implica la conclusione della dialettica. Come Hegel egli converte l ’ epistemologia nella filosofia della storia: una tale conversione è pericolosa.
22 H egel , Lineamenti di Filosofia del diritto (tr. it. di F. Messineo), La- terza, Bari 1971, par. 95.
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