Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
senso s ’ illumina la continuità dal razionalismo critico degli anni ’ 20 e ’ 30 al marxismo degli anni ’ 40 e ’ 50 e la loro unità. Due episodi di cronaca, ma significativi. La polemica che fu an che scontro tra Banfi e Marchesi sul latino e sul senso dell ’ anti chità classica. Non mi interessa ricordarla per il suo contenuto, ma come espressione di due modi diversi e opposti di intendere i rap porti fra politica e cultura e l ’ impegno di militante. Marchesi, marxista e comunista senza problemi filosofici, sostiene il latino nella scuola e la sacralità della cultura umanistica; Banfi, comuni sta e teorico del marxismo ma su posizioni critiche, attacca l ’ ideale e la tradizione di una cultura umanistica fatti valere come tali 6 . Da una parte la cultura come valore assoluto, dall ’ altra la cultura nelle tensioni di una crisi, che è «sociale». Secondo episodio, cioè un chiarimento. Lo dobbiamo a prota gonisti certo fra i più alti e puliti di questo triste lungo dopoguer ra italiano. Negli ultimissimi anni è stato messo in circolazione un pettegolezzo, raccolto dai soliti letterati, su un giudizio molto aspro che Banfi avrebbe pronunciato su Vittorini e sul suo Politec nico. A parte la pagina su Vittorini, recentemente ristampata, fra le più calde a effettuare che Banfi abbia dedicato ad un contem poraneo 7 , doveva e deve essere evidente che, al di là dei rapporti personali, Banfi non poteva assolutamente né condividere né ap prezzare il Politecnico come si realizzò: le due tesi vittoriniane dell ’ impegno dell ’ intellettuale e della cultura come politica non solo erano quanto di più lontano — lo abbiamo visto — dalle con vinzioni di Banfi in merito a cultura e politica e ai loro rapporti, non solo generavano confusione sulla funzione e i compiti degli intellettuali, ma Banfi aveva ragioni per ritenerle oggettivamente, e quindi al di là delle intenzioni di un uomo puro come Vittorini, oggettivamente pericolosi. Come di fatto si rivelarono. Altro che antipatia e sospetti delle sfere universitarie, come è stato detto 8 . 2. Il punto precedente e i due episodi ci introducono al tema degli intellettuali in senso stretto. Sono costernato, ma, a parte il saggio del ’ 22 che subito vedremo, Banfi non si occupò mai di questa figura per la quale nutriva una spontanea, sincera, vitale antipatia. Non lo interessava, in fondo, e aveva motivi validi per non occuparsene. Vi ritornerà solo, vedremo, per Croce. Gli intellettuali e la crisi sociale contemporanea è un intervento su la «Rassegna internazionale» (una rivista indipendente di sini stra, vicina al gruppo «Clarté» di Barbusse) nella polemica R. Rolland-H. Barbusse: contro Rolland, che sosteneva l ’ autonomia delle lettere nel clima del dopoguerra, Barbusse rispondeva invi tando gli intellettuali all ’ azione rivoluzionaria accanto alle forze
6 Cfr. a cura di chi scrive La polemica Banfi Marchesi , in «Quaderni di sto ria», n. 5, 1977, pp. 27-34. 7 11 nostro Vittorini, in «l ’ Unità», 15 ottobre 1945, ora in Scritti letterari, a cura di C. Cordié, Roma, Ed. Riuniti, 1970, pp. 253-5. 8 Vedi un «breve appunto inedito» in A. P eroni , L'impegno politico e cul turale di A.B., in A.B. e il pensiero contemporaneo (Atti del Convegno di Studi banfiani, Reggio Emilia 1967), Firenze, La Nuova Italia, 1969, p. 168. Poi, F. FORTINI, *11 politecnico», un di
scorso aperto, intervista, in «Libri nuo vi» (periodico Einaudi), Vili, 1, gen. 1976, p. 1.
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