Problemi della transizione 1982
Giovani lontano
co senza respingere l ’ attenzione alle variabili più strutturali legate al mondo della produzione ed al tipo di economia e mercato del lavoro vigenti. Diversa è invece una seconda strategia di ricer ca in cui si avverte meno l ’ importanza di un con fronto con la storia economica e sociale e con le variabili strutturali del modello economicistico. In questa direzione infatti gli sforzi sono indiriz zati alla ricerca e precisazione di quelle che Pesce chiama «coppie opposizionali» che nel loro inter secarsi possono però permettere di chiarire le tendenze più generali ricostruite nei percorsi pri ma esaminati. Schematicamente raggruppo queste coppie opposizionali tenendo presente quelle che mag giormente definiscono l ’ universo cognitivo del singolo, la sua dimensione temporale, il suo spa zio sociale: a) lavoro/non lavoro, valori materialistici/va lori espressivi, scelte limitate/più universi possi bili, assorbimento/produzione ideologie, ideo logie individuali/ideologie generali. Questa prima serie di coppie parte dalla ipote si interpretativa che nelle nuove generazioni (e non solo nelle nuove) vi sia una crisi di centralità del lavoro come punto di riferimento per l ’ iden tità (maschile) strettamente intrecciato con un impegno politico nei partiti e nel sindacato. Lo spostamento da un asse studio-lavoro-politica tradizionale ad una pluralità di ambiti viene an che precisato come spostamento da valori mate rialisti a valori più espressivi (per l ’ aumentato te nore di vita complessivo, i più elevati livelli di istruzione delle nuove generazioni ecc.). Si ha così che, come ipotesi da verificare, sembra dif fondersi un tipo di «giovane» che nel suo univer so cognitivo tiene conto di più universi possibili (più ambiti di interesse, maggiori possibilità di tradurre l ’ immaginario in percorsi reali anche se brevi e temporanei ecc.). In questa sequenza di coppie si trova allora la contrapposizione tra as- sorbimento/produzione ideologie nel senso che, sempre sul piano delle ipotesi da verificare, la cosiddetta crisi delle ideologie generali può non accompagnarsi ad una crisi delle ideologie indi viduali: la maggiore distanza del soggetto dalle grandi ideologie legate al modello economicisti co (ideologie formatesi in momenti storici in cui era in gioco la sopravvivenza di molta parte della popolazione per cui l ’ uscire dai più impellenti 7 A. C avalli , Storia vita e quotidia nità nell'esperienza giovanile, «Inchie sta», n. 54, 1981.
bisogni materiali aveva un ’ enorme carica di rot tura utopica anche oltre la materialità del biso gno) significa anche che aumenta l ’ autonomia del singolo nel costruire e produrre «piccole» ideologie (con quindi una scissione tra questa pluralità di ideologie singole e le «grandi» ideo logie non più credibili riproposte dai partiti di «massa»). b) Presente/passato/futuro, reale/immagina rio, tempo storico/tempo quotidiano/tempo biografico, autostrutturazione / eterostruttura- zione / destrutturazione. Una seconda serie di coppie definisce invece la dimensione temporale dei soggetti e su questo punto si può allo stato delle riflessioni recenti, intravedere una prima contrapposizione tra chi come Cavalli 7 vede il presente come schiacciato tra passato e futuro per cui il «vivere nel presen te» per molti giovani è ipotizzato come vivere in modo destrutturato, alla giornata e chi invece come Bourdieu sottolinea maggiormente que sta «sospensione nel presente», questa «dilatazio ne del vivere nel presente», quasi che in questa dimensione «quotidiana» vi sia come una immis sione del tempo storico e di quella parte del tem po biografico maggiormente rivolta al futuro. Una valutazione quindi del presente molto di versa anche se c ’ è concordanza nel considerare questa dimensione come centrale rispetto ad ipotesi progettuali centrate sul futuro (la crisi della «politica dei due tempi» di cui parla Pesce come crisi di una dimensione politica tradiziona le non coglie lo spostamento di attenzione verso il presente). In questa sequenza diventa allora importante la coppia reale/immaginario, in quanto il tempo deH ’ immaginario assume un suo spessore accanto alle figure temporali deli neate da Cavalli (tempo storico, tempo biografi co, tempo quotidiano) e le diverse capaci tà-possibilità di tradurre l ’ immaginario in reale diversificano le generazioni. c) Normalità / devianza, loro / noi, omoge neità / diversità, musli / molli, individuo / pic colo gruppo / collettività, rivolta / integrazione / disillusione. Si arriva così ad un ’ ultima serie di coppie che precisano (o almeno si propongono di precisare) lo spazio sociale. Rispetto a particolari aggregati giovanili ci si può chiedere infatti che cosa è da loro ritenuto «normale» e che cosa è ritenuto «de-
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