Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

mine) che frequentavano la terza, la quarta e la quinta classe di diversi tipi di scuola superiore: licei classici e scientifici, istituti magistrali, isti tuti tecnici commerciali, industriali e per geome tri, istituti professionali. Il campionamento è av venuto per scuole e la rilevazione è stata fatta in varie zone della regione: a Bologna e a Porretta Terme, a Parma, a Ravenna e a Lugo, a Reggio Emilia, e a Rimini 4 . In questo lavoro, che è il frutto di una prima analisi dei dati rilevati, viene proposto un qua dro generale dei comportamenti e degli orienta menti degli studenti relativi solo ad alcuni dei settori principali in cui la ricerca si articola (la politica, la scuola e il lavoro), esaminati, per ora, quasi esclusivamente, in funzione del sesso degli intervistati, del tipo di scuola da loro frequenta ta, e della loro collocazione sociale che, a questo stadio della ricerca, è stata individuata soprattut to sulla base della professione esercitata dal pa dre. Limitare l ’ esposizione dei risultati ai soli settori tematici indicati corrisponde, oltre che al la necessità di contenere l ’ intervento dal punto di vista della disponibilità dello spazio, anche ad una finalità costantemente presente nella fase della progettazione della ricerca, e cioè al tenta tivo di verificare la consistenza di quelle teorie sui giovani, spesso inespresse esplicitamente, ma oggi particolarmente diffuse non soltanto nella opinione corrente, che li vogliono soggetti in ri piegamento e passivi nel processo in atto di ride- finizione dei valori sociali, subordinati (o nelle scelte dettate dalla disperazione o nell ’ integra zione attraverso i modelli e i livelli di consumo) ai contenuti culturali dominanti, estranei e mar ginali rispetto alle problematiche politiche, atte stati su posizioni di rifiuto dei momenti di mag gior interazione con il mondo adulto, e cioè del lavoro e dello studio. Dunque, anche se il quadro tracciato non può che essere parziale — perché le diverse aree te matiche esaminate non sono viste in relazione con tutte le variabili che potrebbero influenzar

le; perché i differenti aspetti, interni a ciascuno dei settori tematici, non sono stati, in generale, messi in relazione fra di loro; perché, infine, è stata quasi del tutto rinviata l ’ analisi delle inter relazioni tra i settori toccati dalla ricerca — ci sembra utile fornire a quanti potrebbero essere interessati ai risultati dell ’ indagine alcune delle informazioni al momento disponibili. Già da es se, infatti, è possibile cogliere alcune caratteristi che generali degli studenti emiliano-romagnoli e anche individuare alcune differenziazioni al loro interno, tra ragazzi e ragazze, tra liceali e stu denti che frequentano gli istituti, tra chi provie ne da situazioni familiari più privilegiate e chi appartiene ai ceti sociali subalterni, tra i diversi sottogruppi identificati in rapporto alla colloca zione politica. Per l ’ individuazione dei livelli di partecipa zione politica diffusi tra gli studenti medi emiliano-romagnoli abbiamo fatto ricorso ad al cuni indicatori che tradizionalmente vengono utilizzati a questo fine: l ’ iscrizione ai partiti po litici, la presenza nelle assemblee studentesche, la partecipazione a scioperi e ad altre iniziative politiche, quali i comizi, la diffusione della stampa di partito o di materiali propagandistici, l ’ aver firmato appelli, petizioni, etc.; accanto ad essi però abbiamo anche utilizzato altri elementi capaci di far emergere le forme nuove della pre senza politica. Infatti è stata presa in considera zione non solo la partecipazione a collettivi e gruppi, ma anche a forme di iniziative politiche caratterizzate dall ’ adesione a specifici problemi e non a linee politiche generali, come, per esem pio, l ’ assistenza agli anziani, agli handicappati, le lotte per il verde pubblico, per i problemi civi li o umanitari. 2. Studenti e politica 2.1. La partecipazione politica

tuto tecnico industriale il 17,4% e quello commerciale il 18,0%; l ’ istituto per geometri il 9,5%; il liceo scientifi co il 19,1% e quello classico il 14,2%. Infine, considerando la classe frequen tata, la distribuzione è la seguente: ter za, 26,5%; quarta, 34,0% e quinta, 29,5%.

sopperire alla mancata comprensione del testo stesso. In generale l ’ iniziativa è stata accolta favorevolmente sia dagli studenti sia dagli operatori e dagli or ganismi scolastici. 4 Gli studenti risultano così distribuiti tra le diverse zone della regione: il 39,8% a Bologna e Porretta Terme, il 14,8% a Parma, il 15,9% a Reggio Emilia, il 19,3% a Ravenna e Lugo e il 10,3% a Rimini. Per quanto riguarda i vari tipi di istituto superiore la compo sizione del campione è la seguente: fre quenta l ’ istituto magistrale il 9%; l ’ istituto professionale il 12,9%; l ’ isti

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