Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

valente della partecipazione si avvicina più a quella tipica dei movimenti di opinione che non a quella dei partiti di massa. Pur tuttavia, all ’ in terno della fascia politicamente attiva degli stu denti, permangono livelli di presenza anche nei partiti e nelle organizzazioni politiche di una certa consistenza; e ci sembra si possa pure soste nere che la presenza femminile, nelle sue moda lità e nella sua quantità, non si discosti sostan zialmente da quella maschile. 2.2. Lz scelta del partito L ’ espressione del voto rappresenta, in maniera sintetica, l ’ orientamento politico; questo, però, può anche manifestarsi come rifiuto di parteci pazione alle scelte elettorali espresso in varie for me, come del resto mostrano chiaramente alcuni comportamenti elettorali diffusisi negli anni re centi. Per questa ragione abbiamo costruito l ’ ap posita domanda del questionario in modo da rendere possibile l ’ evidenziarsi di tutte le opzio ni che possono darsi in questo caso, e cioè in mo do da comprendere anche la scelta della scheda nulla o bianca e l ’ eventuale rifiuto di andare a

votare. Inoltre, poiché il nostro campione di stu denti è composto di giovani di età fra i 16 e i 19 anni, abbiamo anche ipotizzato che si sarebbero dati dei casi in cui l ’ orientamento politico non si era ancora definito con sufficiente chiarezza e che, quindi, non tutti gli intervistati si sarebbero sentiti in grado di esprimerlo 10 . Quali sono, allora, «le scelte elettorali» più frequenti? Se consideriamo la totalità delle ri sposte ottenute 11 , risulta (cfr. Tab. 2.1) che: gli incerti sono numerosi tanto fra i maschi, quanto fra le femmine, ma in misura maggiore tra que ste ultime (22,7% maschi e 39,1% femmine); il partito più scelto, in entrambi i casi, è quello co munista (20,0% maschi e 15,9% femmine); la presenza democristiana è notevole, ma più am pia fra i maschi (15,3% maschi e il 10,6% fem mine); soltanto fra i maschi si rintraccia un nu mero consistente di adesioni al movimento socia le (fra le donne si ha un calo di 4,3 punti percen tuali); il partito meno scelto, sia dai maschi sia dalle donne, è il PSDI. Resta ancora da conside rare un dato che ci sembra di grossa rilevanza po litica, e cioè il diffondersi, nei settori giovanili e studenteschi dell ’ adesione a comportamenti che

Tab. 2.1 La scelta elettorale secondo il sesso e la collocazione professionale del padre

PRI

PLI

PSI

PSDI

DP

PR

PCI

DC

Rifiuto

PdUP

MSl

Incerti

N.

Sesso

M 15,3 F 10,6

20,0 15,9 18,1

2,6 2,3 2,5

5,0

1,8 2,4 2,1

14,0 11,7 12,9

6,5 6,7 6,6

22,7 39,1 30,5

5,7 1,4 3,6

3,3 2,2 2,8

1912 1743 3655

1,9

1,1 0,8 1,0

5,1 1,9

M + F 13,1

5,0

1,9

Professione padre Ceti superiori Ceti medi autonomi Ceti medi dipendenti Operai e assimilati

14,2 13,5 16,2

9,0 3,1 3,0 1,0 3,7

1,0 1,4 0,9

6,4 8,0 4,7

2,4 1,3 2,8 1,7 1,5

12,8 12,3 13,9 12,0 16,1

7,1 5,0 4,4 4,2 5,1

5,9 2,2 6,2 2,2

578

26,3 30,7 32,3 32,0 27,2

19,4 12,4 30,8 18,4

2,7 2,5 2,2 2,2

1016

7,8

1,9 1,7 0,7

937 872 136

1,6

0,5 0,7

7,7

0,5 6,2

Subalterni del terziario 14,0

9,6

0,7 2,2

no dal 6% al 23%. 10 Nella costruzione della domanda era stata prevista anche una modalità di risposta («non so, non so decidere») in grado di raccogliere le astensioni de terminate da una insufficiente matura zione delforientamento politico. 11 In questo caso le percentuali sono state calcolate sul totale delle risposte (cfr. Tab. 2.1). Negli altri casi (cfr. Tab. 2.2) abbiamo ritenuto necessario presentare i dati relativi all ’ espressione del voto secondo altre due modalità di calcolo, e cioè considerando l ’ inciden za delle scelte sia sul complesso di

M, 65,9% F), firme ad appelli, peti zioni, ecc. (22,7% M, 22,2% F), pre senza ai comizi, alle manifestazioni (17,3% M, 20,9% F), partecipazione a cortei, marce (15,8% M, 19,2% F), frequenza alle riunioni di partito, di gruppi (7,9% M, 8,8% F), volantinag gi, diffusione della stampa di partito (7,1% Me 6,2% F). 9 Infatti, come risulta dalla nota prece dente, una consistente maggioranza di maschi e femmine ha partecipato a scioperi o assemblee (oltre il 65% degli intervistati); negli altri casi si registrano percentuali molto più basse, che varia

quanti avevano fatto una scelta politica precisa (escludendo solo gli incerti), sia su quanti avevano indicato il partito o l ’ organizzazione verso cui si sarebbero orientati (escludendo, quindi, gli in certi e coloro che esprimevano una po sizione di rifiuto del voto). In sostanza ci siamo mossi come se si fosse trattato di una vera e propria scelta elettorale e abbiamo calcolato le percentuali in rapporto sia al numero dei «votanti» (nel nostro caso, considerando le rispo ste «scheda nulla», «scheda bianca», «non andrei a votare»), sia sul numero di voti validi (nel nostro caso, su quanti

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