Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
in rapporto all ’ uso della violenza politica. Le al ternative previste dalla domanda riguardavano, nel primo caso, un rifiuto della violenza; nel se condo la sua giustificazione solo in situazioni di assoluta necessità quali, per esempio, la lotta per la difesa della libertà nazionale o per la conqui sta dei diritti democratici; nel terzo, veniva pre sentata una giustificazione dell ’ uso della violen za all ’ interno dei rapporti sociali, ma solo se fi nalizzato a radicali mutamenti storici. Nel quar to l ’ ipotesi era giustificatoria in termini generici, poiché di fatto poneva sullo stesso piano forme e modalità diverse, facendo derivare la giustifica zione dell ’ uso della violenza politica da quella presente e diffusa nella società. Infine, l ’ ultimo caso proponeva una riflessione, propria di una parte del pensiero conservatore, che giustifica l ’ uso della forza in una situazione di tensioni po litiche o di instabilità sociale. La maggioranza degli studenti intervistati ha dichiarato di aver optato per una posizione di ri fiuto, in ogni caso, dell ’ uso della violenza (58,7% maschi e 69,2% femmine); un ’ altra quota rilevante giustifica la violenza soltanto nei casi di necessità storica, la considera, cioè, giusti ficabile solo in rapporto a situazioni in cui siano lesi i diritti fondamentali della libertà e dell ’ in dipendenza nazionale (20,0% M e 14,4% F). Solo una fascia decisamente minoritaria, assume un atteggiamento che non può essere considera to di rifiuto della violenza, anzi in alcuni casi è sicuramente giustificatorio del suo uso. Infatti non solo una quota di studenti (11,1% M e 5,1% F) ritiene che l ’ uso della violenza sia ne cessario quando si tratti di intervenire in rappor to a grosse tensioni sociali ed economiche, in funzione cioè della «normalizzazione» della vita politica e sociale, ma ce n ’ è anche una parte, molto piccola (6,7% M e 9,3% F), che assume un atteggiamento che potrebbe essere definito di fatalismo sociale, che ritiene la violenza con nessa ai rapporti diffusi nella società e quindi considera quella politica come il riflesso inevita bile della prima. Le donne, più dei maschi (+ 10,5%), si identificano con una posizione di rifiuto di principio di una pratica violenta; men tre, in rapporto al tipo di scuola frequentata, non si presentano differenze di grande rilievo. Nel nostro caso, dunque, dato anche il senso delle affermazioni sottoposte agli intervistati,
2.3. L ’ ideologia politica giovanile
2.3.1. Partiti e uso della violenza politica Ai giovani studenti intervistati sono stati sot toposti diversi giudizi su problemi politici di particolare attualità e rilevanza. Il primo gruppo di opinioni riguardava l ’ uso della violenza poli tica e il rapporto con i partiti 22 . Quest ’ ultimo te ma è stato affrontato sottoponendo all ’ attenzio ne degli studenti affermazioni che si riferivano al ruolo delle istituzioni politiche in una società democratica, alla funzione attuale dei partiti nella nostra società, e soprattutto al loro rappor to con l ’ emergere dei problemi legati alla condi zione giovanile e al bisogno di cambiamento che potrebbe essere avvertito a partire proprio da questa condizione. Qual è l ’ immagine che i giovani hanno dei partiti? In primo luogo c ’ è una diffusa consape volezza, senza differenze rilevanti tra maschi e femmine (77,6% dei maschi e il 78,9% delle femmine), intorno all ’ importanza dello stru mento partito, alla necessità della presenza, all ’ interno dei rapporti democratici, dei partiti in quanto istituzioni; molto più critico risulta in vece il giudizio sull ’ attuale funzione dei partiti politici italiani. La maggioranza li ritiene, e que sta è una critica generalizzata, troppo numerosi, incapaci di rappresentare gli interessi dei sogget ti politici emergenti, giovani e donne, troppo poco sensibili alla necessità del cambiamento. Anche là dove esiste il riconoscimento di una differenziazione del ruolo specifico dei diversi partiti, cioè di qualità peculiari che li possono differenziare in organizzazioni più legate agli in teressi dei lavoratori o invece più sensibili alle esigenze dei gruppi dominanti, è individuabile un atteggiamento critico che li considera incapa ci di un vero rinnovamento. Il riconoscimento dell ’ importanza del sistema dei partiti, e allo stesso tempo l ’ adesione condizionata ai meccani smi attuali del fare politica vengono effettuati in egual misura sia dai maschi sia dalle femmine, e sostanzialmente omogenea risulta anche la visio ne degli studenti dei diversi tipi di scuola. L ’ altro elemento da prendere in considerazio ne per inquadrare in modo più completo il rap porto dei giovani con le istituzioni politiche è l ’ atteggiamento ideologico che questi assumono 22 Per il testo delle domande cfr. le ta belle 2.5 e 2.6.
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