Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

problema del rapporto tra formazione generale e formazione professionale. Circa il 70%, sia tra i ragazzi, sia tra le ragazze, ritiene che la scuola dia «troppo peso alla formazione culturale e po co a quella professionale» e che questo sia il mo tivo, o uno dei motivi, per cui i giovani non tro vano lavoro. Tenendo conto dell ’ andamento precedentemente riscontrato circa l ’ importanza del «lavoro concreto», ci sembra appaia chiara mente come, sulla visione che i giovani hanno della scuola e dei percorsi formativi, influisca la consapevolezza della difficile situazione del mer cato del lavoro 40 a cui si crede che una diversa preparazione scolastica potrebbe porre un qual che rimedio. Complessivamente, se c ’ è un denominatore comune capace di legare insieme le opinioni espresse sulla scuola, almeno per quanto riguar da una parte consistente del campione, esso sem bra essere costituito, piuttosto che dalla colloca zione in una posizione politica o ideologica defi nita, dall ’ insoddisfazione rispetto all ’ attuale or ganizzazione degli studi, che pare non corri spondere alle aspettative degli studenti, in pri mo luogo perché caratterizzata dall ’ arretratezza, dall ’ astrattezza e dalla mancanza di efficienza. Che sia soprattutto l ’ esigenza di un buon fun zionamento dell ’ istituzione scolastica ad essere diffusa tra i giovani intervistati può non stupire, o non stupire troppo, se si tien conto del fatto che il dibattito sull ’ organizzazione degli studi ha certamente assunto caratteristiche diverse, ri spetto a quelle presenti una decina di anni fa, specialmente al di fuori dell ’ ambito studente sco. Oggi i problemi della scuola sono in genera le affrontati in termini meno ideologizzati e ten dono a spostarsi dalla critica rivolta verso le mo dalità di gestione e le forme autoritarie del rap porto educativo, ai modelli e ai percorsi formati vi, e ai contenuti culturali che li caratterizzano; uno dei punti cruciali, anche all ’ interno del di battito pedagogico, appare quello della qualità dell ’ istruzione, intesa o come necessità di elabo 40 Dal momento che più della metà

rare nuovi percorsi educativi qualificati, o come tendenza a richiamarsi al modello tradizionale, attribuendogli caratteristiche positive, che sareb bero scadute con il passaggio dalla scuola di élite alla scuola di massa 41 . L ’ equazione scuola di massa e scuola dequalificata, anche in assenza di precise dimostrazioni della sua fondatezza, costi tuisce oggi uno dei più diffusi luoghi comuni sulla scuola e non può non aver fatto sentire il suo peso sugli atteggiamenti degli studenti; l ’ andamento dei risultati da noi ottenuti sta ad indicare che questo è uno dei problemi più sen titi, e sembrerebbe che, pur di risolverlo, i giova ni intervistati siano disposti ad accettare che ven gano utilizzate anche procedure rigide e autori tarie. Certo, la disponibilità a mettere in secon do piano le proprie esigenze, a lasciare ampio spazio agli insegnanti, ci sembra da collegare al fatto che la scuola non costituisce il terreno privi legiato, o unico, dei loro interessi e del loro im pegno attivo. Diversamente da quanto accade per le opinio ni espresse sulle tematiche politiche più generali e, come vedremo più avanti, sul lavoro, non è rintracciabile una visione complessiva e coerente della scuola all ’ interno dei sottogruppi indivi duabili sulla base della composizione sociale, della posizione politica e delle variabili scolasti che. Esaminando le opinioni sulla scuola in relazio ne alla condizione professionale del padre e al ti tolo di studio dei genitori non si riscontrano in fatti differenze apprezzabili; più rilevanti, ma comunque parziali, sono inoltre le diversità di orientamento osservabili tra gli studenti dei di versi tipi di scuola 42 . Eppure, per altri aspetti re lativi al rapporto con la scuola, costituiti dai ri sultati scolastici e dalla frequenza alle lezioni, il campione non si presenta omogeneo: ci sono dif ferenze notevoli, specialmente per i maschi, tra liceali e studenti degli istituti: i primi sembrano avere un rapporto più «regolare» con la scuola (in quanto ottengono in generale risultati più soddi

item concernenti l ’ introduzione di esperienze di lavoro concreto e la ne cessità di aumentare il peso attualmen te riservato, all ’ interno dei curricula scolastici, alla formazione professiona le, che fanno riscontrare percentuali più basse di accordo per i liceali, e in particolare per chi frequenta il liceo classico, come del resto c ’ era da aspet tarsi, date le caratteristiche di quest ’ ul timo tipo di scuola. Considerando solo gli studenti del classico, le percentuali di accordo con i due item citati sono, rispettivamente, pari all ’ 82,2% e al 56,1%.

dei giovani intervistati risulta, come vedremo, inserito, generalmente per periodi limitati dell ’ anno, in esperien ze lavorative, le difficoltà percepite ri guardano probabilmente non tanto la possibilità di trovare un lavoro qualsia si, quanto piuttosto di trovare un lavo ro stabile e corrispondente sia al tipo di studi frequentati, sia alle proprie aspi razioni. 41 A questo proposito cfr. B. VERTEC CHI, La qualità dell'istruzione , Torino, 1978, p. 9. 42 Le differenze più alte riguardano gli

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