Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

vissuto e dell ’ esperienza quotidiana 10 . Esse fan no riferimento, in altri termini, ad atteggiamen ti che valorizzano la reciprocità nei rapporti in terpersonali, e che hanno come tema centrale i problemi personali. Non è dunque tanto l ’ essere di sinistra o l ’ essere di destra ciò che traccia delle discriminanti all ’ interno dell ’ universo studente sco, ma piuttosto il modo di rapportarsi all ’ auto rità, di intendere le relazioni interpersonali e di affrontare i problemi personali (attraverso — ad esempio — un atteggiamento privatistico o at traverso il confronto e la discussione con gli al tri). Se dunque il continuum destra-sinistra ha perso per gli studenti gran parte del suo signifi cato e della sua capacità di organizzare in modo coerente gli atteggiamenti, non si può per que sto sostenere che la cultura giovanile sia divenuta una sorta di magma indifferenziato e destruttu rato. Piuttosto altre «strutture di rilevanza» domi nano e organizzano il campo culturale, altri «og getti» hanno cominciato ad uscire dall ’ ambito delle «conoscenze date per scontate», hanno co minciato cioè ad essere tematizzate e a costituire «problema» 11 . Il fatto che la cultura giovanile si presenti co me qualcosa di strutturato internamente, non deve farci pensare che essa sia anche, necessaria mente, un tutto coerente e uniforme, quell ’ or ganizzazione unitaria di principi e di valori di cui parla M. Rokeach 8 9 * Il 12 . Emerge infatti — come secondo risultato generale — che i margini di va riazione che l ’ orizzonte comune a tutto l ’ univer so studentesco lascia aperti sono molto ampi. Ciò che colpisce considerando diversi sotto gruppi della popolazione studentesca è la loro

Le domande a cui la tesi vuole rispondere sono dunque diverse da quelle poste nei paragrafi precedenti. Mentre queste ultime vertevano in torno al contenuto e alle cause — al «che cosa» e al «perché» — degli orientamenti culturali degli studenti, le prime vertono sui modi di pensare — sul «come» — e sul loro grado di strutturazio ne. In altri termini ciò che diventa importante analizzare in questa nuova prospettiva non è la diffusione di determinati atteggiamenti, ma se esistono (e quali sono) delle dimensioni profon de che sono rilevanti per gli studenti, ossia di scriminanti e che, proprio in quanto — per usare le parole di A. Schutz 8 — «fanno di un oggetto un problema», rappresentano cioè il luogo del «dubbio», il terreno su cui gli studenti si divido no, acquistano capacità di organizzare, di dare un certo ordine all ’ insieme degli orientamenti culturali 9 . «Anziché studiare come cambia il contenuto degli atteggiamenti, quando mutano certe con dizioni socio-demografiche e di contesto, si è cercato di capire se e in che direzione si modifi cano i “ problemi ” , il confine fra ciò che ha rilie vo e ciò che non lo ha, la definizione sociale di ciò che è discriminante e di ciò che non lo è». Li mitandomi a sottolineare i risultati generali che emergono da questo tipo di analisi, si può dire che essi siano essenzialmente due. In primo luo go si nota che vi sono delle dimensioni che attra versano — per così dire — «trasversalmente» tut ti gli ambiti e tutte le componenti della cultura giovanile e che si possono quindi considerare co me sue strutture generali. E interessante sottoli neare che non si tratta di dimensioni ideologi che, ma di dimensioni che riguardano aspetti del

8 A. SCHUTZ, Reflections on thè Pro- blem of Relevance. Yale University Press, New Haven and London 1970; tr. it. Il problema della rilevanza. Ro- semberg & Sellier, Torino 1975. 9 Lo strumento principale utilizzato per identificare le «strutture di rilevan za» è stato, come si è detto, l ’ analisi fattoriale, il cui ruolo è proprio quello di scoprire le dimensioni nascoste, o la tenti, che permettono di render conto della struttura dei dati. In particolare i singoli fattori estratti sono stati inter pretati come specifiche strutture di ri levanza. Le matrici dei coefficienti fat toriali (Loadings, scores) sono invece stati interpretati come codici. Il codice, inteso in senso linguistico co me ciò che permette di esprimere un contenuto e, viceversa, di ricostruire un contenuto a partire dalla sua espressio ne, è definito come l ’ insieme di strut

famiglie operaie/famiglie non operaie; famiglie istruite/famiglie poco istruite; biennio/triennio; scuole politicizza te/scuole non politicizzate). 10 Sono state estratte ben tre dimen sioni latenti: radicalismo e acquisiti- vità; autorealizzazione e rifiuto della politica; conservatorismo e domande di reciprocità. 11 La terminologia qui utilizzata è trat ta dalla fenomenologia sociale, in par ticolare da S chutz , op. cit. 12 Cfr. M. R okeach , Thè Nature of Human Values. Thè Free Press, New York 1973.

ture di rilevanza di volta in volta iden tificate nell ’ analisi. «In questa prospettiva gli items (le ri sposte di atteggiamento) vanno intese come testo, come espressione di qual cosa (contenuti, dimensioni latenti) che si tratta di identificare (decodifica re). Ciò dovrebbe chiarire anche il ruo lo che l ’ analisi fattoriale svolge nell ’ in sieme della tesi: si tratta infatti di una vera e propria tecnica di decodifica. uno fra i pochi strumenti statistici, il cui scopo non è scoprire le cause dei fe nomeni, ma di interpretarne le relazio ni» (F. ORTALDA, cit. . p. 6). L ’ analisi fattoriale è stata condotta su gli atteggiamenti nel loro insieme e non per settori (es. immagine del lavo ro, delle scuole ecc.), e considerando sotto campioni diversi (maschi/femmi ne; associazionismo basso/associazioni smo elevato; piemontesi/immigrati;

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