Problemi della transizione 1982

La cultura giovanile

grande varietà e differenziazione 13 . Per fare solo alcuni esempi, una dimensione di «autorealizza zione» (centrata principalmente sul valore dell ’ autodeterminazione personale e sugli aspet ti contenutistici del lavoro) è presente soprattut to tra le ragazze; un ’ altra dimensione che sem bra realizzare quella particolare combinazione di individualismo e di collettivismo di cui parlano P. Berger e B. Berger 14 * nelle loro analisi dei gio vani si presenta nei gruppi più socializzati, tra gli studenti cioè che hanno una vita associativa più intensa; la dimensione politico/ideologica che, come abbiamo visto, ha perso di importan za fra gli studenti in genere, la conserva invece presso i figli di operai; per gli studenti di fami glie immigrate acquista invece una rilevanza fondamentale il problema dell ’ inserimento so ciale. In definitiva, dunque, viene meno la possibi lità di rappresentare la cultura giovanile nel suo insieme come una totalità coerente. «La cultura giovanile non sembra parlare un solo linguaggio, ma sembra esprimersi attraverso una pluralità di codici che si intrecciano, si sovrappongono, sen za essere riducibili l ’ uno all ’ altro» 13 . Omogeneità e pluralità di codici, deideologiz- zazione e moltiplicazione delle strutture di rile vanza, individualismo e collettivismo: questi so no alcuni dei tratti, in apparenza contraddittori, della cultura giovanile. Ma ve ne sono anche altri su cui non è stato possibile soffermarsi in queste note e che evidenziano tratti conflittuali, o me glio gradi di complessità e articolazione difficil mente conciliabili sia con la visione di una cultu ra integrata ed uniforme sia con quella, per certi versi speculare, di una cultura della marginalità. Mi riferisco, tra gli altri, all ’ insoddisfazione nei confronti dell ’ attuale funzionamento della scuo la, alla diffusa richiesta di mutamento che si ac compagna tuttavia a un disinvestimento di ener gia nell ’ istituzione scolastica; penso, inoltre, alla critica generalizzata alle istituzioni politiche e al sistema dei partiti, al parziale disimpegno in or ganizzazioni politiche che si combina con un ’ in tensificazione dei processi associativi di tipo so 13 Questo risultato non è affatto scon tato se si pensa, ad esempio, ai risultati opposti rilevati dalla ricerca di A ltan . Cff. A ltan , M arradi , op. cit. 5. Il paradigma della reversibilità

ciale e culturale; penso, infine, alla modificazio ne delle aspettative nei confronti del lavoro che si accompagna alla diffusione crescente di espe rienze lavorative e alla preferenza per lavori tem poranei. Mi sembra che molti dei tratti che caratteriz zano la cultura giovanile e di cui abbiamo parla to nelle pagine precedenti possano essere meglio compresi facendo riferimento ad alcuni aspetti di quel processo di differenziazione sociale e di «complessificazione» del sistema che ha investito le società industriali avanzate e ai mutamenti che esso ha prodotto sui meccanismi stessi di for mazione dell ’ identità. Mi limiterò, in questa se de, ad accennare brevemente a due aspetti che mi sembrano particolarmente importanti per quanto riguarda l ’ analisi della cultura giovanile. Un primo aspetto riguarda la crescita e la mol tiplicazione delle reti associative. L ’ elemento che più importa sottolineare in questo processo è quel fenomeno che L. Gallino con un termine efficace definisce come «perdita di concentricità» o «disassamento» delle associazioni. «Il contratto sociale unico, che legava simultaneamente un individuo per la vita a un limitato numero di as sociazioni ciascuna delle quali comprendeva quelle di scala inferiore, è stato costituito da una molteplicità di singoli contratti individuali con associazioni tra le quali le relazioni vincolanti per i membri sono pressoché nulle» 16 . Cresce dunque insieme alle opportunità di associazione per ogni individuo anche la libertà di ingresso e di uscita e cresce contemporaneamente il valore marginale del tempo. Ciò comporta un aumento del numero di individui che appartengono con temporaneamente a più associazioni tra loro in coerenti che, sempre per usare le parole di Galli no, si trovano a fare i «pendolari» non solo nello spazio, ma anche tra formazioni sociali diverse 17 . Questo processo non provoca solo conflitti di molo più o meno intensi, ma veri e propri «sdoppiamenti» tra diverse associazioni in nessu na delle quali l ’ individuo investe pienamente le proprie energie. Questo processo che coinvolge in generale tut ta la popolazione delle società altamente diffe renziate si presenta con particolare intensità nei suoi settori giovanili. Si pensi che ben uno stu dente su quattro fa parte contemporaneamente di tre o più gruppi e strutture associative — dove

15 O rtalda , op. cit. , p. 326. 16 L. G allino , Effetti dissociativi dei processi associativi, in «Quaderni di So ciologia», n. 1, marzo 1979, p. 10. 17 Ìbidem, p. 13.

14 P.L. B erger , B. B erger , Sociolo gia. La dimensione sociale della vita quotidiana, Il Mulino, Bologna 1977.

123

Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease