Problemi della transizione 1982

La cultura giovanile

quel singolo ruolo 21 , ma piuttosto di «gestire» tratti conflittuali del proprio sé. Si può ipotizza re che questo problema diventi particolarmente urgente e pressante proprio per quei settori della popolazione, come quello giovanile, che sono più «esposti» ai processi di differenziazione, per lo meno nel senso di una maggior esposizione al la differenziazione di tipo simbolico (possesso di un surplus di strumenti e stimoli culturali dovuti alla scolarizzazione, di mass media, alla molti plicazione dei circuiti interattivi dentro e fuori della scuola). Una strategia possibile per padroneggiare ruo li contraddittori, non integrabili, per padroneg giare, in altri termini, una dilatazione di possibi lità percepite come vere e proprie alternative di vita è quella di considerare la propria identità co me provvisoria, di concepire la propria biografia come aperta e infinitamente reversibile. Di fron te ad un avvenire sempre più aperto e indetermi nato si sospende la scelta nel presente, nel senso che qualunque opzione si compia, la si considera temporanea, non vincolante; si tratta dunque di una scelta che — per dirla con Luhmann — con serva 1 ’ «apertura» dello spettro delle possibi lità 22 .

Molti aspetti della cultura giovanile, a cui ab biamo accennato nelle pagine precedenti, po trebbero essere interpretati attraverso questa chiave di lettura. Pensiamo alle aspettative verso il contenuto concreto del lavoro che, di fronte al le difficoltà di una loro realizzazione pratica, non generano un'«etica della rassegnazione» 23 , ma si traducono nella preferenza accordata a la vori temporanei e precari, che permettono di considerare il proprio status come una condizio ne provvisoria e prefigurano una sorta di strate gia della «mobilità orizzontale». La stessa plura- lizzazione dei codici e dei linguaggi, la tendenza al restringimento delle prospettive temporali, la presa di distanza rispetto ai ruoli più prossimi e il rilievo dato a ruoli indefiniti o immaginari possono essere letti come manifestazioni di un ’ identità sociale che non si presenta come en tità coerente e stabile, ma assume sempre più i tratti di una combinatoria di elementi eteroge nei e spesso conflittuali. La provvisorietà e rever sibilità sembra essere diventata se non un valore, almeno un modello praticabile per «tenere insie me» questi elementi, per vincere la loro costante tendenza alla dissociazione.

23 Cfr. LASCH, L z cultura del narcisi smo cit.

Luhmann all ’ elaborazione di questo ti po di ipotesi cfr. RlCOLFl, SciOLLA, Fermare il tempo. Osservazioni su cul tura giovanile e identità, in «Inchie sta», n. 54, dicembre 1981.

21 Questa mi sembra essere l ’ ipotesi suggerita da L. Gallino nella sua rela zione al Seminario su Complessità so ciale e Identità cit. 22 Per un ’ analisi del contributo di N.

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