Problemi della transizione 1982
Identità giovanili
spettiva a medio raggio, come l ’ assenza della di mensione politica e sociale più ampia nel sistema di significato degli individui. Gli slogans «picco lo è bello», «intermedio è bello» nei quali si può condensare — a livello di immagine — le attuali tensioni dei giovani vengono valutati come trop po angusti dai recenti critici della condizione giovanile. Altre prospettive di analisi tendono invece a sottolineare il ritorno dei giovani a valori consi derati «perenni», in una riaffermazione di istan ze che recenti avvenimenti politici e sociali avrebbero contribuito ad annebbiare presso i giovani ma non a sradicare nella memoria storica e nel patrimonio culturale della società. Secondo tale interpretazione il riavvicinamento attuale dei giovani ad alcune istituzioni quali la fami glia, o a valori quale quello religioso, segnereb bero il recupero di caratteristiche «connaturali» all ’ uomo il cui annebbiamento temporaneo è da far risalire a condizioni di disagio e di conflitto sociale esasperato. Il ritorno dei giovani — pur considerato come contraddittorio e parziale — a queste istanze e valori «perenni» starebbe a di mostrare definitivamente la caducità e la velleità di istanze sociali e politiche che si presentano co me totalizzanti nel dare una risposta alla doman da di senso e di giustizia dei soggetti. Queste critiche e interpretazioni, pur indivi duando importanti aspetti problematici dell ’ at tuale processo di cambiamento dei giovani, ap paiono insoddisfacenti quando pretendono — come spesso capita — di fornire una spiegazione globale della condizione giovanile. Ciò che sta succedendo nel mondo dei giovani non appare infatti comprensibile — nella sua centralità — a partire dalle teorie del riflusso o dalle teorie del ritorno dei giovani all ’ integrazione sociale, dal momento che molti altri aspetti della condizione giovanile non trovano composizione e spiegazio ne in questi approcci interpretativi. Nel chiedersi verso quali mete stiano andando oggi i giovani, verso quale identità, in che dire zione stia muovendo il loro cambiamento, che tipo di giovane si stia prefigurando negli anni ’ 80, occorre tener presente che non ci troviamo di fronte né a un semplice ritorno dei giovani a valori tradizionali (come vorrebbero far credere quanti interpretano i processi giovanili nella pro spettiva dell ’ integrazione sociale), né a un pro cesso di perdita generalizzata dei valori (come sostengono quanti abbracciano le teorie del ri flusso). Non ci troveremmo pertanto di fronte né ad un giovane che si veste del passato, né ad un giovane che pare completamente sradicato ri spetto alle esperienze e istanze più significative del recente passato, ma ad un giovane che vive la dinamica dell'integrazione sociale e l'eredità culturale — soprattutto recente — con modalità e sensibilità specifiche che testimoniano la pecu liarità dell ’ attuale momento sociale. 3. Complessità e precarietà della situa zione sociale Questa peculiarità si comprende anzitutto a partire dalle caratteristiche della società contem poranea che molti studiosi e osservatori defini scono come complessa, laddove complessità sta ad indicare un ’ assenza di prospettiva sociale, l ’ impossibilità di intrawedere soluzioni nel qua dro delle contraddizioni del sistema sociale. Par lando di complessità si introduce un concetto di rettamente collegato a quello di crisi, dal mo mento che la società complessa sembra avere nel la crisi il suo punto di equilibrio senza prospetti va di sbocchi e di soluzioni. Dire che la società è complessa non significa però affermare che il si stema sociale è disintegrato , né che esso è esploso o sta per esplodere. Pur perdendo la sua iden tità, pur fondandosi su una situazione congenita di crisi, il sistema sociale evidenzia una certa qual integrazione e un certo qual equilibrio che risultano più nel segno della sopravvivenza, del la stagnazione, dell ’ esplosione di interessi parti colari e immediati, che non nel segno della con divisione di mete socio-culturali e di una comu ne identità collettiva. Si tratta pertanto di un equilibrio instabile e precario, che permette al sistema di sopravvivere anche se non crea condi zioni di maggior solidarietà e di maggior parteci pazione sociale 2 . Società complessa risulta pertanto una società in cui il conflitto tra interessi di gruppi e settori diversi produce una situazione di stallo sociale, in cui si tende più alla sopravvivenza sociale che al cambio o alla razionalizzazione del modello di sviluppo, in cui si producono più soluzioni inter medie o immediate che soluzioni ad ampio rag
2 Cfr. L. G allino , Gli effetti dissocia- tivi dei processi associativi in una so- cietà altamente differenziale , in «Qua derni di Sociologia», 1 /1979 G.E. RUSCONI, Il concetto di società complessa, in «Quaderni di Sociolo gia», 2-3/1979
A. A rdig Ò, Cràz di governabilità e mondi vitali, Cappelli, Bologna, 1980.
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