Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Movimento alternativo e nuova rivolta giovanile nella R.F.T.
5. Il movimento delle comuni agricole (o più esattamente delle comunità abitative di campa gna) porta avanti in forma particolarmente radi cale una rottura con la vita cittadina e con l ’ ur banesimo. Esso è legato, in altri paesi, anche a forme particolari di un regionalismo autonomo. 6. Il movimento delle donne possiede una forza irradiante particolarmente forte: esso non aspira unicamente al riconoscimento della parità di diritti sul lavoro (salariato e casalingo), ma ha contribuito in larga misura anche all ’ affermarsi di una «nuova sessualità». Con l ’ affermazione del movimento delle donne fecero il loro ingres so in società anche il movimento delle lesbiche e degli omosessuali. 7. Il movimento per l' emancipazione com prende inoltre una serie di nuove forme terapeu tiche, dalla dinamica di gruppo alla terapia della Gestalt, alla bioenergetica ed ai gruppi di im portazione orientale, come «Tai Chi» e «Bhag- wan». 8. Un certo influsso viene esercitato non tanto dalle nuove sette religiose quanto da un diffuso nuovo spiritualismo . 9. Un nuovo movimento pacifista ed una moltitudine di «gruppi per il terzo mondo» ha preso le mosse dalla Chiesa Protestante, varcan done però largamente i confini. Questi hanno contribuito in larga misura alla diffusione dei principi della disubbidienza civile e della non violenza. 10. Un ruolo altrettanto importante viene svolto dal movimento per la difesa e diffusione dei diritti civili. Un punto chiave è dato dai peri coli per la democrazia e per le libertà civili con la crescente informatizzazione e col proliferare del lo «stato gendarme». 11. Infine, anche la sinistra non-dogmatica, che data dal movimento antiautoritario del ’ 68, ha tuttora un influsso sensibile e viene soprattut to rappresentata dagli «Spontis» (spontaneisti). Questi sostengono le idee di un socialismo liber tario. Un ’ espressione pratica di tutte queste idee è data dai cosiddetti progetti alternativi o progetti autogestiti. Si tratta quasi esclusivamente di pic coli gruppi di recente formazione, che contano dai 5 ai 15 aderenti, l ’ età dei quali varia dai 20 ai 30 anni. Alcuni di questi hanno figli, ma non sono rari neppure gli anziani. Questi progetti so no presenti in molti settori. I progetti sono parte di tipo professionale (25%), parte progetti relativi ad attività ricreati ve e lavorazioni in proprio (40%), parte l ’ uno e l ’ altro (35%). Alcuni sono autofinanziati (40%), altri sovvenzionati dall ’ esterno (60%).
di Joseph Huber Il concetto di movimento alternativo risale, più o meno, al 1975. Ma sarebbe più appropria to parlare di una pluralità di movimenti alterna tivi, dal momento che si tratta indubbiamente di un ’ area eterogenea dalle più disparate corren ti di pensiero, tutte con le loro particolari criti che al sistema e con le rispettive controproposte (alternative, per l ’ appunto, e il più delle volte utopistiche). E possibile distinguere le seguenti correnti: 1. Le «iniziative popolari» (Burgerinitiati- ven), per lo più impegnate nella difesa dell ’ am biente, nel problema dei trasporti e della casa, le cui critiche sono rivolte alla burocrazia e tecno crazia. Sono loro fini la partecipazione popolare e l ’ autogestione locale. 2. Il movimento ecologico nell ’ accezione più vasta, che prende le mosse dalle tesi sui «limiti della crescita». Suo specifico momento aggregan te è fin qui rappresentato dal movimento anti nucleare. 3. Lo sviluppo di j 7 z // di vita alternativi è lega to nel modo più stretto al movimento ecologico; si tratta di trovare un modo di vivere più sempli ce e al tempo stesso più soddisfacente. Quanto è abbastanza? Parole d ’ ordine: rifiuto del produt- tivismo e consumismo, modo di vivere sano e di mera sussistenza, lavoro motivante ed utile per la comunità. 4. Il movimento degli studenti medi e degli apprendisti, nonché il movimento degli anziani (di recente formazione). Sono legati all ’ emerge - re dei cosiddetti emarginati. La loro autoorga nizzazione ed autogestione sono rivolte contro la strisciante interdizione sociale. Molti conflitti con il potere statale sono legati ai «centri giova nili autogestiti» e, più di recente, all ’ occupazio ne e all ’ autorestauro delle case vuote.
154
Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease