Problemi della transizione 1982

Nuova rivolta giovanile

altri paesi industrialmente, tecnologicamente, socialmente avanzati, economicamente opulenti e politicamente stabili, la crosta istituzionale pa reva essere capace di resistere e di assorbire la vio lenza di una base sociale pronta ad essere accolta dai meccanismi di socializzazione. Non è stato il caso. Improvvisamente questa illusione è andata in frantumi assieme ai cristalli della Bahnhof- strasse» 8 . Non poterono non sembrar cariche di una cer ta qual ironia talune conclusioni di una impor tante ricerca effettuata con gli adolescenti nel Canton Ticino e resa nota dall ’ ufficio Studi e Ri cerche del Dipartimento della pubblica educa zione 9 alcuni mesi dopo che sui muri di parec chie città svizzere erano apparse scritte come questa: «Non abbiamo altro da perdere se non la nostra paura» e che agli spiegamenti delle forze di polizia erano stati contrapposti slogan come il seguente: «Wir haben Grund genug zum Wei- nen auch ohne euer Trànengas» (Abbiamo già così tanti motivi per piangere che non abbiamo certo bisogno del vostro gas lacrimogeno). Si può leggere infatti, tra le conclusioni alla trattazione del sistema dei valori, nella ricerca ora ricordata: «... Se è vero che i valori fatti propri dalle giova ni generazioni prefigurano l ’ assetto e gli orienta menti futuri della società, possiamo senza dub bio affermare che, nel medio periodo, la società elvetica non sembra destinata a subire consisten ti mutamenti. Individuale e collettivo paiono in teragire senza generare conflitto in una struttura che appare legittimata proprio dal consenso dei suoi membri il cui orientamento è volto ad otti mizzare il proprio inserimento nella struttura so ciale» (p. 35). Qualcuno si sarebbe anche potuto tranquillizzare a seguito della ripetuta afferma zione circa «la notevole coincidenza fra le mete individuali e i fini perseguiti dal sociale» (ad es. p. 59), anche se i ricercatori non tralasciano una minacciosa avvertenza, che tuttavia, da noi, è così spesso considerata uno spauracchio di pessi mo gusto: «Riteniamo tuttavia che l ’ attuale sta bilità e integrazione abbia le sue radici proprio in una struttura economica che oggi pare in gra do di soddisfare esigenze e aspettative che la so cializzazione produce. Qualora il sistema econo mico fosse investito da una crisi profonda e dure vole e non fosse quindi in grado di distribuire ri sarcimenti economici e sociali riteniamo potreb bero crearsi delle incrinature nel processo di inte grazione e potrebbe venir meno quella «fedeltà» al sistema che oggi è il cardine della stabilità» (p. 49). Di tutt ’ altro tenore sono state le conclusioni dei lavori della Commissione federale per i pro blemi della gioventù, costretta dai fatti di Zuri go, a spostare i suoi interessi da più generali pro blematiche dell ’ universo giovanile ai problemi sollevati dalle manifestazioni del giugno 198O 10 . Di conseguenza, ai traumi inflitti all ’ opinione pubblica elvetica dalla riesplosione contestativa e dal ripetersi e dall ’ ingrossarsi delle marce contro le centrali nucleari e per la pace si aggiunse an che quello di un Rapporto, per di più di una Commissione federale, assai impietoso su di una società in cui, per usare le parole del suo stesso presidente Guy Olivier Segond, «fanno più ru more cinquanta mila franchi di vetrine in frantu mi che il suicidio di un adolescente» 11 . Segnalo alla vostra attenzione tale rapporto che in Svizze ra ha avuto larghissima diffusione, ha sollevato dibattiti e controversie anche all ’ estero (in Au stria, in Germania, in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Giappone) ha suscitato un eco insolita: un rapporto in cui si è voluto rimaner aderenti alla funzione di «avvocato» dei giovani presso le autorità federali, assegnata alla Commissione, non già a quella di giudice o anche a quella a volte così asettica del ricercatore scientifico, co me molti, in fondo, avrebbero preferito. Di qui, credo, un ’ attenzione tutta particolare piuttosto alla sintomatologia presentata dai giovani invece che alle differenze percentuali! «Le manifesta zioni dei giovani — si legge nelle «tesi» — sono state provocate da minoranze di estremisti: è esatto. Ed è anche vero che tali minoranze, per

8 L'Almanacco 1982: Cronache di vita ticinese, Bellinzona, 1981, pp. 25-26. 9 D.P.E. -U fficio S tudi e R icerche , Gli atteggiamenti e le aspirazioni degli studenti ticinesi (IX anno di scuola), Bellinzona, 1980 (Ricerca condotta dall ’ équipe dell ’ università di Trento così composta: M. Livolsi, A. Schizze- rotto, R. Porro, C. Buzzi, P.A. Peri. Buzzi, Peri, Schizzerotto ne hanno ste so il rapporto). 10 Thè se s concemant les manifesta tions des jeunes de 1980, élaborées par la Commission federale pour la jeunes

se, Berne, 1980. A questo Rapporto ne è seguito un secondo con l ’ intento di offrire qualche indicazione operativa: Dialogue avec la Jeunesse, Berne, 1981. Entrambi i documenti sono otte nibili presso: Office fédéral de la cultu re, Case postale. 3000 Berne 6. 11 Seminario di Lenzburg, organizzato dalla Nuova Società Elvetica, 12 giu gno 1981 (cfr. L'Almanacco 1982, già citato, p. 35).

163

Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease