Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

(io direi il 25 % ); con essa si può tentare una resistenza in comune al salazarismo. Invece, né nel partito comunista né fra i suoi com pagni di viaggio vedo elementi con cui ci si possa accordare per una difesa contro il pericolo di un ’ azione combinata fra i comuni sti e i clerico-fascisti. — Vorrei credere con tutto il cuore che il Partito Comunista non è una «entità insensibile e immutabile». Quando dimostrasse che non voterà più nessun concordato e che non abolirà potendo le istituzioni democratiche dal di fuori o dal di dentro (esempio Cecoslovacchia) non mi parrebbe vero di allearmi col Partito Co munista contro i clerico-fascisti. Penso anzi che tenendo duro per impedirgli di vincere finché non sia diventato sensibile e sia muta to, si contribuisce a renderlo sensibile e mutabile. Sarebbe utile sapere quali prove può dare il mio corrispondente per affermare che il PCI è diventato sensibile ed è mutato. I discorsi di Nenni re duce da Mosca? — Il problema in discussione oggi non è se una dittatura di si nistra sarebbe oggi peggiore che una dittatura di destra, o vicever sa. Il problema da risolvere oggi è di vedere se dobbiamo aiutare i comunisti a demolire quel tanto di democrazia che i clerico- fascisti non sono riusciti ancora a demolire. Se questo problema fosse stato già risolto col trionfo di una dittatura o di destra o di si nistra, cioè se non potessi più scegliere fra i due pericoli, direi senz ’ altro che la dittatura più pessima è quella che c ’ è, qualunque essa sia, mentre la dittatura meno pessima è quella che non c ’ è, se non altro, perché per circostanze imprevedute potrebbe anche non venire. In questo momento, secondo me, in Italia, non ab biamo una dittatura clerico-fascista così coerente da rendere dove roso per abbatterla qualunque sforzo, anche un ’ azione comune coi comunisti, come fra il 1943 e il 1945. Mentre sotto l ’ attuale re gime io posso ancora respirare, in Czecoslovacchia, sotto la ditta tura stalinista, sarei da un pezzo andato a rivedere i nonni. Ecco perché mi preoccupo del più pessimo pericolo comunista di do mani più che del meno pessimo pericolo clerico-fascista di doma ni. — «Certo Togliatti non ha rinunciato alla dittatura del proleta riato. È un dogma inalienabile del marxismo». Perché allora il mio corrispondente vuole che io aiuti Togliatti prima che Togliatti ab bia alienato quel dogma? Il mio corrispondente scrive: «a parte le idee personali di Togliatti». Il PCI segue o non segue quelle «idee personali»? — Il mio corrispondente afferma che il PCI, cioè «tutti i suoi iscritti», cioè «tutti i suoi parlamentari», accettano «implicitamen- dunque che la guerra civile si ha solo quando la gente si ammazza per le strade? Non esiste guerra civile latente e prossima a scoppia re non appena la occasione se ne presenti, quando ci si trova di nanzi a un partito totalitario, che negherebbe il diritto di esistere ad ogni altro partito non appena potesse negarlo? E che razza di cecità sarebbe quella di chi aiutasse quel partito totalitario ad av vicinarsi al potere affinché trasformi la guerra civile latente in guerra civile attuale? — Il mio corrispondente afferma che il P.C.I., cioè «tutti i suoi iscritti», cioè «tutti i suoi parlamentari», accettano «implicitamen te» la vita attuale in tutte le sue forme. Anche Togliatti, «a parte le sue idee personali»? Se hanno rinunziato «implicitamente», perché non rinunziano anche «esplicitamente»? Abbiamo noi

178

Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease