Problemi della transizione 1982
Tristano Codignola
la luna nel pozzo: è fare del massimalismo alla Costantino Lazza ri. — Lasciamo che la DC arrivi coll ’ acqua alla gola, e allora le getteremo il salvagente. Che vuol dire «sentirsi coll ’ acqua alla go la»? Che vuol dire gettarle il salvagente? Il mio corrispondente spera forse che la DC conquisti tanto pochi quozienti da non po ter più galleggiare? E crede che la Socialdemocrazia di Saragat, Romita e C.i sarebbe allora in grado di buttare il salvagente? Non sospetta che la stessa socialdemocrazia annegherebbe essa stessa, annegata anzi che poter gettare il salvagente? Questo è giocare a testa e croce. — Il salvagente consisterebbe nel «ricattare» la DC obbligan dola a rispettare (che cosa vogliono dire queste parole?) la Costitu zione e attuare le riforme economiche. Perché non ricattarla allora fino ad ora, domandando impegni per il rispetto della Costituzio ne e per riforme economiche, le quali non siano la luna nel poz zo? — Alle riforme economiche potrebbero contribuire i comuni sti. Sarebbero i benvenuti. Purché non pretendessero di essere ammessi al governo, per tentare una nuova edizione della Czeco- slovacchia, e per rendere così necessario quell ’ intervento militare americano, su cui il mio corrispondente fa assegnamento per evi tare un trionfo comunista. — Se quel tanto di democrazia, che tuttora sopravvive in Ita lia, va a rotoli, perché non avremo saputo fare il necessario per sal varla, io sarò certo «fatto fuori» o dai fascisti o dai comunisti, ma avrò la coscienza tranquilla per aver tentato del mio meglio per non meritare quella fine. Sarei curioso di sapere quel che avver rebbe del mio corrispondente. Gaetano Salvemini A questa lettera risposi l ’ 8 ottobre 1952, senza rilevare una per una tutte le sottili forzature del mio pensiero in essa contenute (non lo faccio nemmeno ora, giacché non tale è lo scopo del pre sente ricupero di quella polemica). Egregio Salvemini, La ringrazio molto per la Sua cordiale risposta. Purtroppo non ho modo di rispondere a mia volta con calma: il 24 p.v. avrò il mio ultimo esame universitario e devo studiare. Mi affretto però fin d ’ ora a comunicarLe alcune obiezioni fondamentali: 1) Io non proponevo affatto l ’ intervento americano. Dicevo che i comunisti (e compagni di viaggio...; ma mi sembra un ’ ag giunta inutile) pensano, e secondo me a ragione, che in un colpo di stato avrebbero contro di sé forze militari italiane e straniere. Volevo dire che per questo motivo non c ’ è da temere da parte loro nessun tentativo rivoluzionario, destinato al fallimento. Questa situazione non l ’ ho creata io, egregio Salvemini. Mi limito a con statarla. Né io chiamerei mai gli americani. Ma penso che c ’ è chi lo farebbe. 2) Le idee personali di Togliatti hanno dunque importanza? Dopo il 24 Le risponderò in merito ad esse. 3) Ancora sul colpo di stato comunista. Ogni comunista propo Ferrara, 8 ottobre 1952
Alessandro Roveri a Gaetano Salvemini
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