Problemi della transizione 1983

Verso un manifesto dell'ecologismo socialista: «La formica e la cicala» di G.B. Zorzoli

riguarda gli ostacoli interni, di ordine sociopsico logico, del processo di crescita, la traduzione di F. Hirsch, Ìlimiti sociali dello sviluppo. Il libro di Z. occupa tuttavia, nel dibattito sull ’ argomento, un posto di particolare impor tanza, perché proviene da un autore di forma zione marxista, con una ricca esperienza di im pegno politico, e pone il tema di una riconver sione interna della Sinistra europea, che riesca a inglobare nella sua azione le tematiche progres siste presenti nel c.d. movimento ecologico. L ’ analisi di Z. muove dall ’ osservazione che in tutto il mondo industrializzato, al di là delle di visioni ideologiche esistenti, domina il luogo co mune favorevole all ’ idea di progresso, tradotta sul piano economico nel concetto di crescita quantitativa della produzione. E questo il «nucleo metafisico» del programma scientifico degli economisti classici e di Marx, consolidatosi in seguito fino a divenire senso co mune. Esso ha comportato la rottura di equilibri culturali millenari (dominati dall ’ idea di un or dine naturale immodificabile), e si è accompa gnato ad un grandioso mutamento delle condi zioni materiali di esistenza di una parte del mondo. L ’ idea di progresso — osserva Z. — ha anche una carica ideologica consolatoria: lo svi luppo economico illimitato ci disegna un futuro lineare, in cui ogni problema potrà risolversi, in cui non trovano spazio idee di stagnazione e di decadenza (che sono proprie del ciclo di ogni es sere vivente, e che proprio per questo si cerca di allontanare dall ’ orizzonte cosciente; da qui mol te reazioni istintivamente negative alle proposte di «crescita zero»). L ’ ideologia della crescita come bene in sé rag giunge il suo acme nel ventennio 1950-1970. In questo periodo è sembrato che le risorse potesse ro aumentare indefinitamente. E stato il periodo che Z. chiama delle «cinque abbondanze» (ma terie prime e fonti di energia; risorse ambientali: aria, acqua, suolo; lavoro a basso costo; innova zioni tecnologiche; capitali). Rispetto a tutti questi fattori, afferma Z. con un certo schemati smo ma con indubbia efficacia, la situazione si è capovolta e una ulteriore espansione lineare è impossibile. Siamo ormai al periodo delle «cin que scarsità», dipendenti da un intreccio di ra gioni naturali e di ragioni sociopolitiche. Le risposte date dai grandi sistemi economici alla questione dei limiti fisici alla crescita sono — afferma giustamente Z. — inadeguate. I pae si capitalistici cercano di alimentare in tutti i mo di la macchina del mercato: il risultato non può esser altro che l ’ ormai ben nota combinazione di

di Mario Libertini Scopo dichiarato di questo volume di Z. (La formica e la cicala. Proposte per uno sviluppo possibile. Editori Riuniti, Roma, 1982) è quello di «avanzare qualche spiegazione sulla crisi dello sviluppo così come si è andato storicamente con figurando e — nella misura del possibile — qualche suggerimento su modalità di sviluppo». In sostanza, il libro presenta un tentativo di ri flessione organica, «da sinistra», su quella tema tica dei «limiti alla crescita», che fu imposta all ’ opinione pubblica, dieci anni fa, dal famoso rapporto del Club di Roma. Z., che già altre vol te aveva rifiutato, su questi temi, atteggiamenti di sommaria ripulsa, accoglie ora le stesse tesi di fondo (insostenibilità del mantenimento illimi tato dei trends attuali delle economie capitalisti- che; necessità di impostare una politica econo mica di stato stazionario, cioè mirante ad un im piego equilibrato e ciclico delle risorse), definen do un possibile scenario «socialista» in cui le stes se possano essere inquadrate. Il libro di Z. si inserisce dunque in quel filone di critiche al capitalismo contemporaneo che po ne l ’ accento sull ’ impossibilità di una crescita economica illimitata e quindi sulla esigenza di un più equo e razionale impiego delle risorse esi stenti. In questo filone sono apparsi, più o meno contemporaneamente al libro di Z., contributi analiticamente più significativi: così, per ciò che riguarda i limiti fisici delle risorse, la traduzione di H.E. Daly, Lo stato stazionario', e, per ciò che

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