Problemi della transizione 1983

Neocorporativismo

fonde divergenze tra gli stessi paesi europei rende comunque l ’ ipotesi di un accordo alquanto improbabile. Ma la mancanza di strutture di organizzazione sociale negli Stati Uniti fa sì che l ’ unica politica effettivamente realizzabile da quel paese si avvicini ne cessariamente ad una qualche forma di neoliberismo; d ’ altra parte, neanche quest ’ ultimo riesce ad innescare una ripresa economica concertata e duratu ra. Così, nell ’ attuale configurazione della situazione internazionale il capita lismo americano non è più l ’ unico centro egemonico, ma rimane comunque di gran lunga il più importante.

D. In prospettiva questa differenziazione non tenderà ad allontanare Puno dall'altro Europa e Stati Uniti?

R. La risposta è senz ’ altro positiva: ad un certo punto diventerà inevitabi le per i paesi europei tagliare i collegamenti con l ’ economia americana e fare maggiore affidamento sull ’ integrazione europea estendendo ad altri terreni la strada già sperimentata nel settore agricolo. Ciò si rifletterebbe nella for mazione di sistemi europei di produzione oggi inesistenti (compresa la pro duzione militare, anche se l ’ accento sarebbe senz ’ altro posto su quella rivol ta al consumo); in maggiori vincoli sulla importazione di prodotti; e natural mente nella costituzione di un sistema difensivo indipendente. Senz ’ altro l ’ Europa non poitrà che avvantaggiarsi del distacco dalla malata economia americana, ed in certa misura la stessa economia statunitense potrebbe para dossalmente beneficiare di un giro di vite protezionistico in Europa. Il pro blema a questo punto diventa chiaramente quello delle reazioni del Terzo Mondo, comprendendo in questa definizione Cina ed Unione Sovietica. Si potrebbero prevedere due tipi di soluzione: o la Cina si orienta verso gli Stati Uniti mentre l ’ URSS intraprende relazioni privilegiate con l ’ Europa nordoc cidentale, oppure l ’ Africa si orienterà verso l ’ Europa e l ’ Asia verso l ’ Ameri ca. Tutto questo suona francamente delirante, ma è certo che se si verificherà questo distacco tra i due colossi economici, il terzo Mondo costituirà sicura mente il luogo delle frizioni nella competizione economica. (traduzione di Gilberta Franzoni) Bibliografia essenziale sul «neo-corporativismo» ALEMANN, U. VON (Ed.), Neokorporatismus , Franfurt & New York (Campus Ver- lag) 1981. ALEMANN, U. VON & H einze , R.G., Verbaende und Staat -von Pluralismus zur Korporatismus, Opladen (Westdeudtscher Verlag), 1979. B erger , S. (ed.): Organizing Interests in Western Europe, Cambridge (Cambridge University Press), 1981. BEYME, K. VON: Interessengruppen in derDemokratie, Munchen 1980. CAWSON, A.: Corporatism andWelfare: Social Policy and State Intervention in Britain, London (Heinemann Education Books), 1982. CROUCH, C.: Trade Unions and Collective Action, London, 1983.

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