Problemi della transizione 1983
Il labour party
diti sarebbe essenziale 18 Dietro la questione della politica economica, quindi, stava la questione sindacale, e l ’ impatto dei sindacati sulle scelte del Partito — in quanto Parti to non in quanto governo — in tutti gli anni ’ 70. Peter Jenkins, uno dei più informati e intelligenti dei commentatori politici inglesi, giudicò i nuovi do cumenti «un ’ accumulazione di tutte le decisioni dei Congressi annuali degli anni ’ 70», ed era lo stesso Jenkins a notare come le grandi scelte del Congres so 1982 — l ’ uscita dalla CEE, il disarmo unilaterale, nazionalizzazioni su grande scala, opere pubbliche di vaste dimensioni — erano tutte richieste provenienti dai grandi blocchi sindacali 19 . In realtà, dopo anni di espansio ne, i sindacati nell ’ epoca Thatcher, fanno una figura molto misera, se non altro per la loro completa incapacità di portare avanti quello che dovrebbe essere il loro ruolo di fondo: la difesa del singolo posto di lavoro. Attaccati da tutte le parti, compreso evidentemente l ’ attuale governo, per la loro asso luta mancanza di democrazia interna 20 , molti simpatizzanti del movimento operaio inglese nel suo insieme si sono visti costretti a chiedersi che cosa e chi rappresentano effettivamente queste organizzazioni. Eric Hobsbawn ha scritto che il laburismo o è un laburismo o è un movimento pluralista di mas sa o è niente; ma se un terzo o più degli iscritti ai sindacati preferiscono vota re conservatore, com ’ è successo nel 1979, allora un ’ «ala» dell ’ «uccello» labu rista praticamente non esiste più. Uno dei più noti esperti della cultura di massa inglese, Stuart Hall, è stato più esplicito, accusando i sindacati di un misto di corporativismo e sentimentalismo, di verticismo e empirismo, il tut to applicato con un linguaggio nostalgico e moralista 21 . Eppure queste voci rimangono quelle di un ’ esigua minoranza: i sindacati oggi sono i grandi intoccabili del movimento laburista, e la loro centralità è stata infatti rinforzata dalla campagna elettorale e dal manifesto program matico che l ’ ha accompagnato. Qui si può vedere come tutto il progetto eco nomico laburista è costretto a ruotare attorno ai sindacati e al loro congresso centrale (TUC): dall ’ offensiva contro i bassi salari, alla democrazia industria le, dall ’ espansione del settore pubblico al nuovo sforzo di pianificazione. L ’ obiettivo: «uno spostamento fondamentale e irreversibile nel bilancio del potere e della ricchezza a favore dei lavoratori e le loro famiglie» 22 . La frase purtroppo non è nuova; fu infatti scritta da Harold Wilson nell ’ autunno del 1973 e inserita nel cuore del suo piano strategico per uscire dal marasma sin dacale e salariale che contraddistinse la fine del governo conservatore di Heath. Il piano si chiamò «Contratto sociale», e la sua fine in un simile mara sma è già stata menzionata. Ritrovare oggi — senza alcun riferimento alle sue origini — questa stessa frase nel programma elettorale del 1983 rivela la
18 «Thè Guardian Weekly», 13/4/83.
sto 1983, p. 9.
19 lbid. ; cfr. fonte cit. n. (11). 20 Per un riassunto delle accuse mosse contro le strutture dei sindacati, JOHN TORODE, Questions for those smoke-fìlled rooms, «Thè Guardian», 30/12/82. 21 E.J. HOBSBAWM, Thè Forward March of La bour Halted, London, 1981; STUART HALL, Whistling in thè Void, «New Socialist», May/Ju ne, 1983. 22 Thè New Hope for Bntain. Labour's Manife
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