Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
sulla potenzialità della nuova formazione politica dal 1981 ad oggi, e quali speranze rimangono. In termini elettorali l ’ Alleanza ha contribuito diretta- mente all ’ umiliazione laburista e alimentato le prime richieste serie da parte dell ’ opinione pubblica — o una porzione di essa — per una riforma del si stema elettorale. Attualmente il problema centrale per l ’ Alleanza sta nel fat to che la sua base si trova distribuita equamente fra tutte le classi e suddivi sioni sociali, cosicché essa avrà sempre il potere di togliere al Partito laburista seggi che normalmente il candidato laburista avrebbe vinto, ma senza mai raggiungere una soglia percentuale molto al di sopra del 30%, che rappre senta il minimo assoluto per porre una minaccia seria. Solo in 27 seggi (su 652) l ’ Alleanza è arrivata entro il 10% del voto di chi ha conquistato il seg gio 15 . Fino a giugno 1983 FAlleanza social-democratica è stata una conse guenza del declino laburista in termini generali, ora essa rappresenta una causa del suo declino elettorale. La questione che rimane aperta è se rimarrà questo aggancio meccanico fra le rispettive fortune? oppure se l ’ Alleanza è capace di costruire la propria dinamica che prima o poi la renderà una forza sostanzialmente diversa dal laburismo 16 * * * . Con ravvicinarsi della scadenza della legislatura dalla primavera del 1983 in poi aumentarono le critiche al modo di comportarsi del Partito laburista, a partire dal 1979, e le pressioni per un rapido processo di riaggregazione. Do po il disastroso risultato delle elezioni parziali in Bermondsey (zona proleta ria di Londra), nel marzo, vinte dall ’ Alleanza, le pressioni crescevano per la rimozione di Michael Foot, la cui sorte fu salvata solo dalla vittoria in un al tro «by-election», quello a Darlington, nel nord, tenuto dal Labour, nell ’ aprile. Nello stesso momento il Partito pubblicò in collaborazione con la confederazione dei sindacati (TUC) un complesso documento program matico intitolato «Partners in Rebuilding Britain», seguito subito dopo da una specie di manifesto elettorale intitolato «New Hope for Britain». Era la piattaforma elettorale «più a sinistra dal 1945 in poi» sentenziò Thè Guar diani , il quale, pur condividendo molto delle premesse e degli obiettivi im mediati del programma, lo condannò implacabilmente per la sua fuga dal problema economico di fondo: politica dei redditi sì o no? Rifiutato in bloc co dai sindacati e dai leaders del partito come Benn, Kinnock, Hattersley, la questione doveva essere risolta da un consenso volontario fra governo e sin dacati — secondo il nuovo piano — proprio come nell ’ epoca di Wilson e Callaghan. Il Guardian, come tutti gli altri commentatori non proprio di fe de laburista, espresse fortissimi dubbi sulla possibilità di una re-edizione del famoso «Contratto sociale» degli anni settanta — finito nello sciagurato in verno 1978-79 di intensa conflittualità industriale e sindacale — e notò che il candidato laburista per il Cancelliere dello Scacchiere, Peter Shore, aveva confessato che in realtà per lanciare un vasto programma di ricostruzione economica del tipo delineato nei due nuovi documenti, una politica dei red 15 P. KELLNER, Anatomy of a Landslide , «New conda settimana di agosto. Statesman», 17/6/83. 17 «Thè Guardian Weekly», 10/4/83. * * *
16 Oltre ad un successo inaspettato nell ’ elezione parziale di Penrith, subito dopo le elezioni gene rali, l ’ Alleanza è stato attribuito 29% del voto immaginario in un sondaggio condotto nella se
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