Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

singoli geni di un organismo in un altro, anche molto distanti geneticamen te (batterio-uomo, ad esempio), mentre apre importanti possibilità in cam po applicativo nel bene e nel male (dal risparmio di energia ricavato dall ’ in serimento possibile nelle piante di geni di batteri capaci di fissare l ’ azoto at mosferico alla creazione di armi biologiche micidiali come batteri ospiti nor mali del nostro corpo capaci di produrre tossine letali) non crea gravi proble mi né morali né materiali nel campo della trasformazione dell ’ uomo. Que sto perché, innanzitutto, il comportamento dell ’ uomo si modifica molto più facilmente agendo sul piano sociale o, più semplicemente ancora, con le mo derne tecniche di intervento farmacologico o addirittura chirurgico, e poi perché il comportamento è dato, anche solo dal punto di vista genetico, da un numero talmente grande di fattori sconosciuti che è impensabile almeno per il medio termine saperne abbastanza da poterli alterare in modo eredita rio. Il fatto che se ne faccia un gran parlare, nel bene e nel male, è se mai un ’ altra riprova del credito che ancora ha, nonostante le nozioni acquisite di cui ho discusso precedentemente, la concezione dell ’ uomo macchina a cui è sufficiente cambiare una rotella, nota e ad effetto sicuro, per modificarlo a volontà. In realtà, si potrebbe anche dire grazie a Dio, le macchine sono cosa ben diversa e questi pericoli non si corrono e neanche si correranno nel futu ro. Bibliografia 1) E. UNGERER: Fondamenti teorici delle scienze biologiche, Feltrinelli, Milano (1972). 2) J. MONOD: Il caso e la necessità, EST Mondadori, Milano (1970). 3) L.E. ORGEL, F.H. CRICK: Selfish DNA: thè ultimate parasite, Nature, 284: 604-607(1980). 4) C.H. WADDINGTON: Evoluzione di un evoluzionista, Armando Ed. (1979). 5) R.C. PUNNETT: M.endelism, London, McMillan and Co (1911). 6) M. KlMURA: Thè neutraltheory of molecular evolution , Scientific American, 241: 94-104(1979). 7) H. D e V rie S: Die Mutations Theorie, Leipzig Verlag Von Veit and Comp. (1903). 8) P. THUILLER: Darwin et C. , Editions Complexe (1981). 9) G. A lle N: Life Science in thè twentieth Century, Cambridge University Press, Cambridge (1978). 10) S. WRIGHT: Evolutio and thè genetics of populations, Voi. 3, Chicago, Thè University of Chicago Press (1977). 11) T h . D obzhanski : Genetics of thè evolutionary process, Columbia Universi ty Press, New York (1970). 12) M. Bui ATTI: Libertà e biologia: un approccio basato sui dati, Testi e Conte sti, 6: 114-124(1982). 13) C.H. WADDINGTON: Strumentiper pensare , EST Mondadori (1977). 14) R. GOLDSCHMIDT: Physiological Genetics, New York, McGraw Hill Book Co. (1938). 15) S.J. GOULD: I s a new and generai theory of evolution emerging? , Paleobiolo- gy,6: 235-238 (1980). 16) I. LAKATOS, A. M usgrave : Critica e crescita della conoscenza, Feltrinelli, Milano (1976). 17) I.M. LERNER: Genetic homeostasis, Oliver and Boyd, Edimburgh (1954). 18) V. OREL: Thè past, present andfuture of genetics , Brno (1982). 19) V. OREL: Gregor Mendel and thè foundation of genetics , in From Biology to Biotechnology , UNESCO and thè Mendelianum Museum (1981).

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