Problemi della transizione 1983
Scienza e ideologia
delle masse. La violenta repressione che ne seguì e le feroci polemiche dell ’ epoca, ora per fortuna da molti anni superate 30 ’ 31 , non ebbero alcuna base scientifica e non interessano il nostro discorso in quanto, lungi dall ’ alte rare o mettere in crisi la struttura della genetica, sortirono come unico risul tato quello di ritardare il progresso della biologia in URSS, ed anche la mo dificazione di quelle stesse ipotesi morganiane che allora vennero combattu te, arrecando contemporaneamente gravissimi danni dal punto di vista pro duttivo. Può essere se mai interessante notare, come ho già fatto più estesa mente in altra sede 32 che, se il dibattito che ha preceduto l ’ ascesa del lyssen- koismo vedeva di fronte due impostazioni meccaniciste, una quella morga- niana, l ’ altra quella appunto sostenuta dall ’ agronomo sovietico, che differi vano soltanto peir il ruolo relativo assegnato alla ereditarietà e all ’ ambiente, la caduta di Lyssenko invece ha portato al fiorire di una discussione di grande interesse, purtroppo limitata all ’ epoca solo all ’ Unione sovietica in cui, pur mancando allora i dati sperimentali attuali, emergevano interpretazioni vici ne alla linea olista-dialettica di cui ho parlato in questo articolo. Non meno rozza è d ’ altra parte l ’ operazione in corso negli Stati Uniti che tenta di ripor tare alla ribalta posizioni creazioniste ormai superate, utilizzando contempo raneamente tentativi autoritari e alcuni scienziati che si prestano al gioco (in verità non molti). Sul piano legislativo si è tentato di obbligare gli insegnanti a parlare «alla pari» (lo stesso tempo) dell ’ evoluzionismo e delle teorie crea zioniste, mentre contemporaneamente in molti Stati del Sud si adottano li bri di biologia in cui abbiano spazio le teorie antievolutive. Contro questo tentativo si è creato un notevole movimento di risposta che ha vinto una pri ma battaglia il 5 gennaio 1982 ottenendo che fosse abrogata, dopo pubblico processo, la legge 590 dello Stato dell ’ Arkansas che imponeva l ’ insegnamen to del creazionismo insieme alla biologia. Il perché di questo attacco, che del resto si ripete da sempre negli Stati Uniti (sono famose le leggi contro l ’ evo luzione del 1920), sta nel tentativo di restaurazione più generale che Reagan ha avviato e che sul piano culturale tende a colpire anche l ’ evoluzione per quello che questa teoria ha significato e significa, specialmente negli Stati Uniti per gli ideali di progresso e contro l ’ oscurantismo. Non a caso l ’ istituto per la Ricerca sulla Creazione è stato creato secondo le parole del suo direttore per: «Invertire il pericoloso processo che vede scivolare il nostro Paese ed il suo sistema educativo verso l ’ umanesimo, il socialismo, l ’ amoralismo, l ’ atei smo» 33 . Da questa elegante ed approfondita enunciazione di principi scien tifici si vede chiaramente come l ’ operazione creazionista, ancora meno di quella lyssenkoista, abbia significato in una discussione che verta sulla evolu zione della scienza e sia invece parte del più largo dibattito sulla democrazia e sul significato della libertà per tutti, e quindi anche per chi si occupa di scienza. Per gli stessi limiti di spazio ho infine anche trascurato il problema dell ’ aumentato impatto della genetica direttamente sulla qualità della vita. Mi riferisco soprattutto all ’ enorme (e anche esagerato) interesse che stanno suscitando i progressi tecnologici compiuti negli ultimi anni nel campo della trasformazione artificiale del corredo genetico degli organismi. Questi pro gressi hanno sollecitato una vasta manovra di in vestimento in ditte, a volte fittizie, di «ingegneria genetica» in cui sono coinvolte alcune delle più grosse imprese chimiche e farmaceutiche del mondo, e stanno suscitando speranze e timori a mio parere esagerati. Non voglio entrare qui nel dettaglio anche di questo problema, ma penso che si possa dire che l ’ attesa per i risultati delle tecniche di inserimento di
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