Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Un ulteriore ampio «pacchetto» di modificazioni fiscali seguì, dopo una fase di consolidamento, solo nel 1977. Accanto a uno sgravio insignificante della tassa sui salari e i redditi (soprattutto a beneficio dei genitori separati e delle spese previdenziali) e un aumento del Kindergeld, il punto cruciale di questa riforma fiscale stava tuttavia nella parte relativa alle tasse sull ’ impre sa, all ’ abbassamento del carico fiscale sui patrimoni dall ’ 1 % allo 0,7% per le persone giuridiche (società) e dallo 0,7% allo 0,5% per le persone fisiche (privati) e infine in un ’ estensione delle possibilità di ammortamento dei ca pitali impiegati nella costruzione e vendita di abitazioni. I disavanzi fiscali furono finanziati, in parte notevole, con un aumento della imposta sul valo re aggiunto, con effetti rovinosi in campo sociale. L ’ effetto finale fu dun que, invece di una redistribuzione fiscale dagli imprenditori a favore dei la voratori dipendenti e dei consumatori, quello di percorrere il cammino in verso. La combinazione fra modificazioni delle imposte sui redditi (aumento dell ’ imponibile minimo esente e dell ’ ammontare massimo delle spese de- traibili dalle imposte), aumenti del Kindergeld nonché per la prima volta, introduzione del congedo per maternità pagato, facilitazioni fiscali per il ca pitale (tassa sull ’ impresa) col finanziamento parziale di queste spese — o minori entrate — attraverso l ’ aumento dell ’ imposta sul valore aggiunto, eb be luogo anche nel 1978. Lo stesso vale per la legge di detassazione del 16.8.1980. Anche qui fu scelta una combinazione di facilitazioni fiscali, at traverso il cambiamento della aliquota fiscale, l ’ innalzamento degli imponi bili minimi esenti per i lavoratori, le detrazioni per le spese riguardanti i figli da una parte: dall ’ altra furono introdotte facilitazioni per i capitalisti (tasse sull ’ agricoltura e le imprese). Tale combinazione era vantaggiosa per en trambe le parti, anche se in modo diverso, in relazione all ’ ammontare degli sgravi. Aumento dei contributi per gli in vestimenti, facilitazioni per la tassa sull ’ industria, abbassamento dell ’ imposta sui patrimoni, formazione di fon di di riserva esenti da tasse, tutto ciò portò al capitale solo dal 1974 al 1980 un sovrappiù di circa 40 miliardi di marchi. Dal 1975 al 1981 il numero delle aziende soggette alle tasse sull ’ industria cadde dal 63,7% al 38,1%. Nessun altro settore fu agevolato in tale misura (Klein/Mùnstermann, 1979, pag. 3 sgg.). La tabella che segue offre uno sguardo dello sviluppo della tassazione sui redditi da capitale e da lavoro, così come sul consumo:
Tabella 1.
1974 1975
1982 1
1970
1978 1979
1981
1977
1980
Tassa sui salari
29,4
30,3
28,5 30,3 30,3
22,7 33,4
28,7
31,5
Tassa sulle imprese 2
26,1
31,2
30,0 28,0
31,5
26,7
25,9 25,4
25,9
Imposte indirette
37,2
40,4
40,6 41,8 41,5
39,1
40,3
45,3 39,0
Altre tasse 5,9 1,1 1 Comprensivo delle operazioni sul bilancio 1982 ma senza considerare la «iniziativa comunità» del feb braio 1982. 2 Comprensiva di ogni tipo di tassazione. (Fonte: Informazione economica politica del sindacato (DGB), quaderno n. 4, 1979 e n. 2, 1982). 4,9 1,1 1,1 1,7 1,0 1,0 1,2
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