Problemi della transizione 1984
La politica sociale nella RFT
prenditori è dirompente. Anche quando i politici della SPD si impegnano solo in parte per ottenere misure di redistribuzione da parte dello Stato a fa vore dei lavoratori a causa delle «necessità complessive dell ’ economia», sanno tuttavia che questa rinuncia colpisce gli interessi sociali dei propri elettori e del proprio sindacato. Proprio per questo motivo almeno fino al 1980 la coalizione social-liberale cercò di presentare accanto a sgravi e incentivi per il capitale parecchie misure di riduzione fiscale anche per i lavoratori dipendenti. Anche se il saldo della ripartizione era a favore del capitale e dei gruppi a reddito più alto, le diver se misure di correzione fiscale (aumento del minimo esente, che salvaguarda un reddito minimo per vivere esente da tasse; lo spostamento verso i redditi più alti della progressione delle aliquote) potevano essere utilizzate propa gandisticamente. Inoltre ci sono, secondo i parlamentari della SPD, dei confini alle corre zioni fiscali, poiché bisogna impedire che il cittadino abbia a che fare con uno Stato povero, sempre più incapace di agire (Gobrecht (SPD), 8. Bunde stag, 218a seduta, pag. 17518 D)). È tuttavia assai discutibile che il manteni mento della capacità di intervento materiale (per esempio a favore di una politica sociale delle infrastrutture) debba essere finanziata solo passando per la vecchia via della compensazione tra massicce facilitazioni fiscali a favore del capitale e dei piccoli sgravi nel settore del lavoro dipendente, il tutto uni to a contestuali maggiori entrate provenienti dai contributi sociali e dalle im poste di consumo. A coloro che criticano questa linea la SPD ribatte che le facilitazioni a fa vore degli imprenditori sono dirette alle piccole e medie imprese. Il cancel liere Schmidt ha chiarito questa posizione nelle dichiarazioni del governo nel 1974: «anche i lavoratori autonomi del commercio e dell ’ artigianato, delle imprese e delle libere professioni, anche le piccole e medie industrie re stano un'irrinunciabile parte costitutiva di una economia orientata alla con correnza. Sulla lunga durata la concorrenza non è possibile senza piccole e medie imprese competitive. Per questo sosteniamo questi piccoli e medi im prenditori nella loro volontà di autoaffermazione» (Rapporto governativo annuale per il 1974, pag. 25). Qui si mostra che anche nella SPD è radicata la tradizione liberale, che si basa sulla libera concorrenza e sul mercato. Il cancelliere Schmidt è, in particolare, un esponente di questa concezione e viene ripetutamente citato nei dibattiti parlamentari proprio dalla CDU/CSU contro l ’ ala sinistra della SPD. Come dimostrazione di ciò può essere preso il dibattito sulla politica delle abitazioni. Mentre al congresso di Hannover la SPD voleva colpire con nuovi adegua menti fiscali l ’ aumento del valore dei terreni e delle case (con un innalza mento dei valori unitari), e si era formata una maggioranza allo scopo di proibire l ’ intermediazione, Schmidt si esprimeva, a un convegno della lega degli inquilini il 20 maggio 1977 ad Amburgo, a favore di una liberalizza zione del mercato degli appartamenti, cioè per lasciarlo più decisamente in balia delle «leggi del mercato». Una riforma della legislazione dei suoli si rifletteva sul diritto a costruire e sulla legge di incentivazione delle costruzioni urbane, dove anche l ’ espro priazione veniva regolata per legge, del resto con l ’ accollamento dei costi fi nanziari da parte dei comuni (risarcimento/indennizzo). Già il solo collega mento con l ’ obbligo di indennizzo rendeva nella pratica questa possibilità
45
Made with FlippingBook - Online catalogs