Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Dietro la motivazione politica del trattamento uniforme delle famiglie con figli si nasconde invece l ’ influenza delle associazioni familiari, orientate prevalentemente in senso conservatore, delle chiese, che si imposero anche nella definizione dello scaglionamento degli importi per le famiglie con più figli. Qui non si tratta solo del riconoscimento dell ’ impegno educativo, ma anche della paura, motivata da preoccupazioni di politica demografica, di un calo delle nascite: lo Stato doveva offrire stimoli, attraverso gratificazioni materiali, all ’ aumento dei figli per ogni famiglia. La versione del Kinder geld, originariamente prevista dal governo social-liberale, e cioè un contri buto unitario di 60 marchi per ogni figlio, fu corretta. Alla fine fu deciso uno scaglionamento estremamente frazionato del Kindergeld, a seconda del numero dei figli. A questa regolamentazione potè dare il suo assenso anche la CDU/CSU, per quanto essa avesse riserve a causa dell ’ eliminazione dei privilegi fiscali. L ’ opposizione , coerentemente con le sue argomentazioni di politica demografica, aveva perfino chiesto che venisse pagato un contributo ancora più alto (150 marchi) per il terzo figlio e per quelli successivi, ma il governo non accolse questa proposta per motivi di stabilità politica: questa modificazione avrebbe comportato un costo aggiuntivo di 500 milioni di marchi e ciò sarebbe stato in contraddizione con la lotta all ’ inflazione. Alla fine la SPD poteva essere soddisfatta solo a metà: il suo programma chiedeva non solo una regolazione sociale inequivocabile e orientata al biso gno, ma anche una chiara rinuncia a una politica di incentivazione delle na scite, cioè a una politica familiare basata su motivazioni di sviluppo demo grafico. Lo Stato aveva solo il compito di garantire a ogni bambino, indipen dentemente dal reddito, l ’ opportunità per un pieno sviluppo delle sue capa cità. Intromettersi in quanto avveniva nella «camera da letto» non era nep pure preso in considerazione dalla SPD (posizione assunta durante la campa gna elettorale del 1980). Le decisioni effettivamente assunte si accordano solo in parte con un simi le programma; esse rappresentano un tributo alla coalizione e un riguardo nei confronti di una potente lobby, che in prevalenza non fa parte dei soste nitori della SPD (per esempio il clero cattolico), ma che può provocare una pressione dell ’ opinione pubblica contro la partecipazione al governo della SPD. Accanto a questi limiti politici della riforma si mostrano anche quelli fi nanziari, che hanno a che fare con questioni di copertura del bilancio e con il ritenere giusto un orientamento basato sull ’ accettazione delle esigenze con giunturali. La legge di riforma fiscale del 1974 doveva perseguire solo i gene rali obiettivi sociali della coalizione, senza riguardo per momentanee esigen ze congiunturali. Questo obiettivo tuttavia non fu mantenuto. In primo luo go il ministro delle finanze aveva chiarito che un aumento dei costi della ri forma attorno a 4 miliardi, rispetto alla vecchia regolamentazione — ciò che corrispondeva a una crescita di circa il 40% — «semplicemente non era sop portabile dal punto di vista economico finanziario» (7° Bundestag, 104 a se duta, pag. 7011 D); il 1974 era ancora sotto il segno della lotta all ’ inflazione iniziata nel 1973 e non — come sarebbe stato auspicabile — sotto quello della stabilizzazione della domanda economica complessiva per evitare un crollo dell ’ occupazione. La commissione per le finanze aveva stanziato complessivamente 15 mi liardi di marchi per la regolamentazione del Kindergeld. La riforma doveva sottostare a questo «diktat» economico e di bilancio. I parlamentari vivevano
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