Problemi della transizione 1984

Telecomunicazioni e nuove tecnologie

Ed è proprio da qui che nasce la logica, sempre più pressante anche in Eu ropa come si è visto, di rimozione dei monopoli, giudicati negativi, e della loro sostituzione con regimi concorrenziali: i soli in grado stando questa logi ca di far abbassare i prezzi, di sviluppare il mercato e la produzione e, quin di, di garantire la crescita del settore (settore d ’ importanza strategica per il rilancio dello sviluppo economico). Ma oltre agli effetti negativi su INTELSAT, quali potrebbero essere quelli rispetto alla specifica situazione europea? Nel caso che ORION e T.R.T. ottengano il permesso di operare avranno bisogno di trovare in Europa una testa di ponte, una stazione di terra in gra do e disposta a ricevere e trasmettere i segnali attraverso il nord-atlantico. La prima società ad essere interessata a questo ruolo è l ’ inglese Mercury, che, come si è visto, opera in concorrenza con la Britisch Telecom e a cui po trebbe sottrarre in tal modo una buona parte del traffico internazionale. Ma anche negli altri paesi europei c ’ è molta attenzione poiché, come os servava un dirigente delle PP.TT. francesi, il clima è tale che la domanda che ci si pone già ora è «chi sarà il primo a tradire?» 17 18 . Basterà che uno dei paesi europei apra a Orion e tutti gli altri saranno co stretti a seguire. Se, per esempio, la società privata Mercury si alleasse a Orion e offrisse delle tariffe concorrenziali rispetto alle attuali, per telefonare da Roma a Parigi o da Parigi a New York diventerebbe più economico passa re da Londra (in analogia con quello che già succede da tempo nel caso dei trasporti aerei transoceanici). Ciò avrebbe evidenti effetti negativi sulle entrate, nel nostro caso, delle PP.TT. francesi e italiane: prima o poi sarebbe inevitabile una guerra tariffa ria e l ’ entrata nella logica della concorrenza che imporrebbe l ’ introduzione di elementi di deregolamentazione dei monopoli pubblici. 8. Se in Europa le prospettive di mantenimento dei monopoli pubblici nazionali si stanno progressivamente indebolendo, anche quelle di rafforza re le industrie che producono materiali e attrezzature per le telecomunica zioni creando un fronte europeo seguono la stessa sorte. Di fronte a una concorrenza crescente delle industrie statunitensi e giap ponesi l ’ unica risposta che per ora l ’ Europa è stata in grado di attuare è stata quella di procedere per ordine sparso™ . Mentre le analisi dei problemi industriali in questo campo spesso coinci dono, manca invece tra i diversi paesi il consenso sul tipo di iniziative da prendere. Si è ancora molto lontani dall ’ accordo su strategie comuni per mettersi in grado di resistere al confronto con i paesi d ’ oltre oceano che hanno strategie molto precise e le perseguono con grande determinazione. In questo senso è emblematico il caso della American Telephone & Telegraph, la più grande società di telecomunicazioni statunitense. Il processo di deregolamentazione delle comunicazioni negli Stati Uniti e la conclusione dell ’ azione anti-trust intraprese sette anni fa dalla F.C.C. con tro l ’ A.T.&T. ha portato questa società a sbarazzarsi delle sue 22 filiali tele 17 Le Monde, 24.9.83.

18 Solo recentemente, nel febbraio 1984 la Co munità Economica Europea ha varato un proget to di ricerca nel campo delle nuove tecnologie su scala continentale dotato di forti investimenti.

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