Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
foniche che gestivano i servizi locali (1983). Questo fatto ha liberato l ’ A.T.&T. della parte delle sue attività più complicata da gestire (800 mila impiegati), più indebitata e meno redditizia (44% delle sue entrate) e in compenso mette a sua disposizione circa 45 miliardi (!) di dollari da reinve stire per conquistare una posizione di forza sul mercato mondiale da cui era praticamente assente 19 . La sua strategia rispetto al mercato europeo ha avuto come prima mossa quella di accordarsi con la olandese Philips, la maggior industria elettronica europea, per operare insieme proprio nel settore nevralgico delle telecomu nicazioni, quello cioè della commutazione elettronica e numerica. Nella nuova società nata dall ’ accordo la A.T.&T. porterà soprattutto il Know how tecnologico (Bell Laboratories, il suo settore di ricerca vanta 7 premi Nobel, 20 mila brevetti, invenzioni come il transistor e il laser) e pro duttivo (sua filiale è la Western Electric, principale produttore mondiale di materiali di telecomunicazione) mentre la Philips porterà soprattutto la sua importante rete commerciale che ha ormai una estensione capillare nei cin que continenti insieme alle conoscenze e ai rapporti che detiene in quanto fornitore dei monopoli pubblici delle telecomunicazioni di molti paesi euro pei. La seconda mossa dell ’ A.T.&T. in Europa è stata quella di acquistare il 25% delle azioni della Olivetti italiana (è previsto che la sua partecipazione possa passare successivamente al 40%) che oggi è la prima società di infor matica europea e industria leader nell ’ automazione d ’ ufficio. In base a questa operazione l ’ Olivetti distribuirà in Europa i prodotti della A.T.&T. e il suo partner americano si comporterà in modo reciproco. Il Pre sidente della Olivetti, Carlo De Benedetti, per spiegare le ragioni di un ’ al leanza con un partner americano anziché con uno europeo ha sottolineato che: «Un socio europeo non ci avrebbe consentito di raggiungere lo scopo poiché nessuno sul Vecchio Continente è in grado di rafforzare la Olivetti in termini di prodotto e in termini di tecnologie» 20 . Per restare all ’ Italia va aggiunto che la STET, società finanziaria pubblica che controlla i servizi di telecomunicazione nazionali e verso l ’ estero ha an nunciato di essere in trattativa per un accordo della stessa rilevanza con la IBM, già produttore mondiale di computers e in forte espansione nel settore delle telecomunicazioni (in seguito alla deregolamentazione statunitense), A.T.&T. e I.B.M. stanno cercando di conquistare il mercato europeo facen do accordi nei maggiori paesi (Italia, Francia, Inghilterra, RFT, ecc.) con le più importanti società nei diversi settori strategici dell ’ industria e dei servizi di comunicazione. L ’ insieme dei fattori e dei casi fin qui presentati costituiscono il contesto in cui si sviluppano le politiche dei paesi europei nel settore delle nuove tec nologie dell ’ informazione e delle comunicazioni. 9. Se osserviamo ora le situazioni e le nuove prospettive di diffusione del la N.T.C. (Nuove Tecnologie di Comunicazione) nei due paesi che hanno già elaborato proprie strategie in questo campo e che sono nella fase delle
polistico sulle linee intercomunali e a grande di stanza e quello dell ’ 80% delle linee urbane. 20 In II Sole-24 Ore, 22/12/83.
19 Fin dagli anni ’ 20 si stabilì un accordo tra ITT e ATT in base al quale la prima avrebbe preva lentemente operato nel campo delle telecomuni cazioni sui mercati esterni agli Stati Uniti mentre la seconda avrebbe avuto la possibilità di operare da sola sul mercato interno delle telecomunica zioni di cui fino al 1983 aveva il controllo mono
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