Problemi della transizione 1984

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

che raramente si danno da fare per la popolarizzazione di una scienza che dovrebbe spiegare al popolo l ’ utilità delle merci. Eppure i nomi, le definizioni delle merci, quando sono conosciuti e com presi, consentono di capire, per esempio, come la scelta di certi materiali da costruzione abbia effetti sulla qualità della vita domestica, sul consumo di energia nella casa; come la scelta di certe fibre tessili abbia effetti sui rapporti fra agricoltura e industria; come la scelta di certi alimenti influenzi le nostre importazioni e l ’ occupazione; che cosa significa la presenza di additivi, colo ranti, dolcificanti; che cosa contiene una scatola di detersivo, eccetera. Le conoscenze merceologiche, insomma, rappresentano un importante strumento per esercitare una continua critica al prevalere del denaro sulle co se, del valore di scambio sul valore d ’ uso. Alcuni esempi possono aiutare a comprendere come, con la conoscenza, sia possibile svelare le trappole preparate dal silenzio, dalla disinformazione, dalla pubblicità interessata. Produrre come? Le merci più importanti e insostituibili sono gli alimenti ricavati dalla na tura, dall ’ agricoltura, dall ’ allevamento degli animali. I prodotti agricoli, pur usando il Sole come fonte primaria di energia, ri chiedono anche terra, mano d ’ opera, fertilizzanti, macchine, combustibili, antiparassitari, per cui si può dire che gli alimenti vengono «fabbricati» attra verso un ciclo produttivo complesso che comprende anche i processi di tra sporto, conservazione, trasformazione. II prezzo degli alimenti, che dipende dai rapporti di proprietà della terra e dei mezzi di produzione, non riflette il valore nutritivo degli alimenti stessi il quale dipende, invece, da dati oggettivi e misurabili, fisici e naturali, co me il valore energetico, il contenuto e la qualità delle proteine, il contenuto di vitamine, eccetera. E possibile correlare il valore nutritivo — cioè il valore d ’ uso — degli ali menti con il loro prezzo, e ciò consente di identificare gli alimenti e le coltu re il cui costo è artificiosamente alto a causa di politiche protezionistiche, di speculazioni internazionali, di irrazionali coltivazioni, di spreco di fertiliz zanti e di energia. L ’ approfondimento e la diffusione di questi nuovi indici «materiali» del valore contribuirebbe ad orientare le scelte dei consumatori e anche ad orien tare le colture agricole in modo da rendere massimo, per ogni ettaro coltiva to, non solo il reddito monetario, ma soprattutto il ricavato di sostanze nu tritive. Potrebbe, in altre parole, diventare un efficace strumento di programma zione dell ’ agricoltura, al di là di interventi occasionali e settoriali. D ’ altra parte i prodotti alimentari, quelli utilizzabili su scala commercia le, i prodotti agricoli industriali, sono soltanto una piccola parte del materia le vegetale prodotto dal Sole attraverso la fotosintesi. Si pensi che un raccolto di un quintale di frumento o di semi di girasole — le merci economiche — è accompagnato dalla produzione di 1-3 quintali di paglia, steli, sottoprodotti vegetali che attualmente sono utilizzati soltanto in piccola parte, o sono distrutti, pur essendo anche loro «merci», «cose», portatori di una parte dell ’ energia del Sole, di valore d ’ uso energetico.

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